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Spazio e sicurezza, come difendere il sistema-Italia

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
27/01/2017
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Cooperazione a livello europeo, coordinamento nazionale tra tutti gli stakeholder, puntando sulla Cabina di regia, e valorizzazione delle capacità tecnologiche già acquisite: solo così l’Italia potrà restare la sesta potenza spaziale al mondo. È quanto emerso dall’evento “Il futuro della capacità satellitari ai fini della sicurezza in Europa: quale ruolo per l’Italia?” che l’Istituto Affari Internazionali (Iai) ha organizzato a Roma con il supporto di Thales Alenia Space.

La conferenza
Moderati dal direttore del programma Sicurezza e difesa dello Iai Jean-Pierre Darnis, sono intervenuti, tra gli altri, il vicepresidente dell’Istituto Vincenzo Camporini, il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) Roberto Battiston, l’amministratore delegato di Thalese Alenia Space Italia Donato Amoroso, il professor Paolo Gaudenzi dell’Università di Roma La Sapienza, l’amministratore delegato di Telespazio Luigi Pasquali, il capo di gabinetto del ministro della difesa Alberto Rosso, il consigliere militare di Palazzo Chigi Carmine Masiello e il presidente della Commissione Difesa della Camera Saverio Garofani.

Un approccio condiviso
Grazie a “una fortunata congiuntura di persone appassionate, si è concretizzata la capacità di essere all’avanguardia nel settore spaziale”, ha detto il generale Camporini. In tale ambito, “stranamente, esiste un sistema-Italia”. Ora, l’obiettivo deve essere “mantenere la posizione con un continuo sforzo concettuale”, ha spiegato il vicepresidente Iai. E lo sforzo deve essere multi-stakeholder, condiviso dai molteplici attori che operano nel settore.

“L’Asi – infatti – gioca solo un ruolo parziale, restando una voce fra più voci”, ha ammesso lo stesso presidente Battiston. La difesa della posizione nel contesto europeo e mondiale, avviene in “uno spazio affollato, contesto, competitivo e in rapido cambiamento”, ha proseguito Battiston. “Oggi, esistono più di 60 Paesi con capacità di accesso allo spazio; ne consegue un rischio di minaccia asimmentrica molto alto, per cui un modesto investimento può dar luogo a un danno enorme”. È proprio la natura dello spazio contemporaneo a richiedere una particolare riflessione sulla sicurezza. “Tutti stiamo creando infrastrutture spaziali che devono essere protette dallo spazio e dalla Terra, da meccanismi informatici e fisici”, ha aggiunto Battiston. La sicurezza, di questi assetti e da questi assetti, entra prepotentemente “nella sfera dei bisogni irrinunciabili per un Paese che voglia essere potenza internazionale”.

Il ruolo dell’industria
A tale sfida, non può mancare certamente l’industria. “Dobbiamo assicurare il mantenimento delle competenze, decidere quali competenze sviluppare, e cercare di capire e anticipare le necessità future italiane ed europee in linea con equilibri geopolitici che potrebbero cambiare ancora di più”, ha detto l’ad di Thales Alenia Space Italia Donato Amoroso. I segmenti su cui ragionare in questi termini sono due, ha ricordato Luigi Pasquali, ad di Telespazio: telecomunicazioni, settore in cui disponiamo “di una tecnologia un po’ più matura grazie a una storia stabile di capacità atte a garantire servizi per lungo periodo”; e osservazione della Terra, su cui occorre invece “verticalizzare il mercato sulle esigenze dell’utilizzatore”, diversificate a seconda dell’impiego delle immagini e dunque “essenziali per chi mette in piedi il servizio”, ha spiegato Pasquali.

Spazio e sicurezza
In tutte queste attività, l’intersezione e la sovrapposizione tra militare e civile appare connaturata allo spazio extra-atmosferico. “Sfruttare le opportunità derivanti dallo spazio è precondizione di qualsiasi attività di sicurezza, a livello strategico, tattico e operativo”, ha detto Alessandra Scalia, junior researcher e autrice, insieme a Nicolò Sartori e Jean-Pierre Darnis, del Quaderno Iai n.18 che con l’evento condivide il titolo. Della dualità degli assetti spaziali ha parlato il generale Carmine Masiello, consigliere militare del Presidente del consiglio: “in ogni contesto operativo non si può prescindere dal ricorso ad assetti satellitari ma sempre in senso duale”. Una sfida per cui l’Italia ha sempre avuto “una tensione naturale”, ha aggiunto Alberto Rosso, capo di gabinetto della Difesa. In realtà, “lo spazio di oggi è un nuovo ambiente, così come lo è lo spazio cibernetico; e che ci piaccia o no gli altri si stanno impiegando in questi contesti già in maniera completa”, ha aggiunto Rosso.

La politica
Difatti, “la missione è allargare l’orizzonte del tradizionale impegno in difesa e sicurezza comprendendo anche lo spazio e lo spazio cibernetico”, ha detto Saverio Garofani, presidente della Commissione Difesa della Camera, promettendo “l’impegno della politica per il riempimento delle lacune normative”. Anche per questo è nata la Cabina di Regia, ricordata da tutti gli speaker come elemento determinante ed essenziale per la definizione delle strategie nazionali nello spazio.

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