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Strategicamente

Di Andrea Margelletti
In Columnist
26/01/2017
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I primi P-72A per sorvegliare il mare

Lo scorso dicembre l’Aeronautica militare ha ricevuto i primi due velivoli da pattugliamento P-72A da parte della divisione velivoli di Leonardo. La consegna rappresenta la prima aliquota di aerei su un totale di quattro ordinati. Scopo principale del programma è quello di garantire alla nostra Aeronautica elevate capacità di sorveglianza marittima. Il P-72A rappresenta una variante dell’ATR-72, dotato di spiccate capacità nelle fondamentali missioni di ricerca e soccorso sul mare (Sar), la cui messa in servizio si è resa necessaria a seguito del graduale ritiro dei turboelica da pattugliamento e lotta antisom Breguet Atlantic. Nonostante un’avionica mirata primariamente alla vigilanza navale, appare opportuno segnalare che i P-72A sono inoltre dotati di notevoli capacità di comando e controllo e di intelligence elettronica (Elint) che rendono i velivoli estremamente versatili e multifunzionali.

La decisione di qualche anno fa dell’Aeronautica di procedere al rinnovo della componente da pattugliamento marittimo, concretizzatasi con le prime consegne lo scorso dicembre, si è rivelata quanto mai opportuna, vista l’evoluzione degli equilibri marittimi in corso nel Mediterraneo. A seguito della crisi ucraina del 2014 e del coinvolgimento russo nella guerra civile siriana del 2015, infatti, si è avuto un generale aumento della presenza navale militare di vari Paesi nel Mare nostrum e ciò rende inevitabile che anche l’Italia rafforzi la capacità di presidiare le proprie frontiere marittime e le Sloc (Sea lines of communication). In quest’ottica, la scelta italiana di sostituire gli Atlantic con velivoli multiruolo adattabili, in futuro, anche alla lotta antisom, permetterà al nostro di Paese di essere preparato ad affrontare maggiori impegni di carattere difensivo in ambito Ue e Nato, e, in cooperazione con gli assetti aerei da pattugliamento della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, di migliorare ulteriormente le capacità di controllo e monitoraggio dei flussi migratori che dal Nord Africa raggiungono le nostre coste.

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