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Selex ES punta a definire un modello strategico di cyber security

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
05/06/2014
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Chieti – Una stima mondiale ha quantificato in circa 300 miliardi di dollari le perdite annuali derivanti da cyber attacchi. Questo da la cifra di quanto la cyber security stia acquisendo un’importanza sempre maggiore per istituzioni pubbliche, industrie ed operatori privati, dal momento che nessuno, cittadini inclusi, è esente da potenziali attacchi o minacce. In Italia, il gruppo Finmeccanica e la controllata Selex ES, definite dal ministro degli Interni Alfano – in occasione dell’inaugurazione delle nuove aree Security Operation Center (SOC) e Open Source Intelligence Center, parte del nuovo centro di eccellenza di Chieti per la cyber security – “un pivot strategico per la protezione del nostro e di altri Paesi”, sono molto attive sul tema e si sono guadagnate importanti riconoscimenti internazionali, a cominciare dal’accettazione da parte della Nato, a fine maggio, del programma Ncirc (computer incident response capability, a cui Selex ES partecipa con Northrop Grumman), del valore di 50 milioni di euro, per la copertura della sicurezza di 50 siti Nato in 28 Paesi, “il più grande sistema cyber mai assegnato al di fuori degli Stati Uniti”. Ha spiegato a Chieti Fabrizio Giulianini, ceo Selex ES. Il programma, che come ci spiega l’ad, “diventerà una rete di riferimento per le grandi organizzazioni internazionali e potrà essere esportato anche ad altre strutture ed anche fuori dall’ambito atlantico con azioni similari”, consentirà di monitorare e rispondere a minacce e problemi di vulnerabilità.

Il centro Selex ES di Chieti serve oltre 70.000 utenti tra pubblici e privati e riesce a prevenire più di 400 attacchi gravi al giorno, lavorando h24. “Questo è un settore altamente innovativo – spiega Giulianini – che richiede un continuo aggiornamento, anche perchè ci proponiamo di potenziare le nostre capacità e di arrivare a definire, di concerto con le istituzioni, un modello di sicurezza informatica per l’implementazione in primis dell’Agenda Digitale”. Tra gli obiettivi fondamentali di Finmeccanica–Selex ES c’è infatti quello di definire un modello strategico per la cyber security, che risponda non solo alle necessità dell’Europa, ma che sia di supporto allo sviluppo dell’Agenda Digitale italiana. Per realizzarli il centro di Chieti è costituito dal Security Operation Center e dall’Open Source Intelligence Center, in cui è installato il Supercalcolatore (High Performance Computer), attraverso cui vengono erogati rispettivamente servizi di sicurezza e di cyber intelligence per la protezione da attacchi informatici.

In particolare, il SOC assicura capacità di situational awareness, identificando attività malevole di tipo cyber, analizzandole in maniera dinamica, correlandole con altri eventi e valutando il rischio associato. Le attività di prevenzione e difesa da pericoli informatici sono basate su allarmi generati dal SOC relativi a scenari di attacco o all’individuazione di nuove vulnerabilità informatiche. Oltre a questo, il SOC garantisce il ripristino dell’integrità e della disponibilità delle informazioni e dei sistemi attaccati. Il Supercalcolatore invece, ha una funzione di previsione grazie alla capacità di analisi delle fonti aperte. Il sito, uno dei tre di Selex ES in Abruzzo, conta circa 160 dipendenti altamente specializzati. Le principali tecnologie sviluppate riguardano la cyber security intelligence & information assurance, le comunicazioni militari e professionali e gli apparati avionici di comunicazione e identificazione. “Questo centro è uno degli esempi più importanti di sicurezza partecipata, in cui l’industria partecipa in modo attivo alla sicurezza globale”. Ha detto il presidente di Finmeccanica Gianni De Gennaro. “Qua la tecnologia difende se stessa e difendendo se stessa difende il Paese”.

 

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