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Il barone rosso

Di Alessandro Politi
In Columnist
29/05/2014
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Complotti, spie e questioni serie

Una folta schiera di smemorati sta laboriosamente rimestando l’amabile storia del complotto europeo ai danni del legittimo governo, facendo francamente un favore a tutti quelli che l’Italia la vogliono sempre più ridotta a impersonare il ruolo del palestinese d’Europa. Forse sono gli stessi, e qualche sciocco opportunista in più, che scatenarono un putiferio all’indomani della rivelazione degli archivi Mitrokhin. Ricordate, il paleo-Leak che copiò pazientemente a mano troppe schede dell’archivio del Kgb per poi farle pubblicare dai nostri astuti amici inglesi. In quelle cartelle ce n’era per tutta la Nato, inclusa appunto un’arzilla nonnetta britannica che aveva trafugato da giovane segreti nucleari importanti. In quale Paese volarono gli stracci? Nessuno, con la bizzarra eccezione dell’Italia dove si scatenò, complice l’ignavia del governo d’allora, un’indegna gazzarra che lasciò assolutamente intatte tutte le reti spionistiche, incluse quelle degli “alleati”. Adesso la classe dirigente ha superato un’altra soglia di svilimento e bastano tre righe di un ex segretario del Tesoro che non interessano nemmeno Jep Gambardella per gridare alla trama transnazionale, possibilmente esistenziale. Omettendo un pubblico dettaglio ben più sostanziale: con le dimissioni di Berlusconi s’inaugura sotto l’egida di Napolitano la procedura, ripetuta per Letta, di saltare il passaggio parlamentare di sfiducia al governo. Il colpo di Stato vero e proprio è avvenuto da un bel pezzo, quando gli Stati democratici occidentali hanno rinunciato a controllare i gruppi economici, limitandosi a un ruolo notarile e facendosi divorare dalle lobby. E mentre a Roma si parla di peanuts, gli affari del mondo reale richiedono informazioni vere per decisori efficaci. Quanto bastano le scorte di titanio importate dalla Russia per i nuovi aerei di linea Airbus e Boeing? E quando dunque il blocco delle miniere di titanio in Sudafrica rischierà di avere effetti negativi sull’industria aerospaziale globale? Chi sta controllando che il mercato delle stampanti 3D, oggi essenziali per le future strutture aeronautiche bioniche, non presenti strozzature oligopolistiche le quali possano essere usate in un gioco di sanzioni e ostacoli non doganali ai danni dei soliti stolti? E infine, la domanda delle domande alla Voyager: “Durante la campagna per le europee, ululando tra l’uscita dall’euro, populismo e le radici eterne e indivisibili dell’Europa, quale decisore è in grado di dirci e garantirci che il nuovo trattato regionale segreto Ttip (Transatlantic trade and investment partnership) sia sostanzialmente compatibile con l’acquis europeo e con il suo gemello del Pacifico, il Tpp?”. Perché, vedete, la diplomazia segreta del caro vecchio Von Metternich è di ritorno, ma di Cavour non se ne vedono in giro e nemmeno contesse di Castiglione, conti Max, papini, cleptocardi, mentalisti, ectoplasmi, reziari e “chi l’ha visto?”, astenersi.

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