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Usa: i problemi del Privacy and Civil Liberties Oversight Board​

Di Cyber Affairs
In In Evidenza
28/12/2016
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Alla vigilia della presidenza americana di Donald Trump, il Privacy and Civil Liberties Oversight Board è in difficoltà. Dei componenti del consiglio federale deputato alla protezione dei cittadini contro gli abusi delle agenzie di spionaggio, a gennaio ne resteranno solo due. Entrambi i membri, inoltre, fanno parte del Partito repubblicano nonostante l’agenzia debba mantenere una composizione bipartisan a garanzia dell’indipendenza. Inoltre, in mancanza di nuove nomine da parte di Donald Trump, verrà meno il numero minimo di tre soggetti necessario per la prosecuzione delle attività dell’agenzia.

Il Privacy and Civil Liberties Oversight Board era stato rivitalizzato nel 2013 in seguito alle rivelazioni dell’ex contractor Edward Snowden sulla portata delle attività di spionaggio statunitensi. Alcuni esperti hanno sostenuto il bisogno di un organismo che sorvegli le attività di controllo dell’intelligence. Non è ancora chiaro, tuttavia, se Trump voglia perseguire questo intento. Il neopresidente ha difatti più volte esplicitato l’intenzione di rafforzare i poteri dei Servizi segreti, sebbene abbia comunque detto di non credere alle valutazioni della Cia sulla questione dei cyber attacchi russi.

Per quanto concerne il board, il democratico Jim Dempsey lascerà il consiglio il 3 gennaio, il Senato non ha difatti confermato la sua nomina durante la presidenza di Barack Obama. Al tempo stesso, l’ex giudice Patricia Wald, anch’ella democratica, avrebbe informato la Casa Bianca dell’intento di andare in pensione a partire dal 7 gennaio. Il Consiglio perde inoltre il direttore esecutivo, Sharon Bradford Franklin, che prevede di dimettersi prima della presidenza Trump. Lo avrebbe comunicato una fonte vicina al Privacy and Civil Liberties Oversight Board.

Uno dei due repubblicani del consiglio, invece, Rachel Brand, il cui mandato scade ufficialmente a gennaio, potrebbe continuare fino a marzo e, nel caso in cui Trump lo chiedesse, proseguire anche fino alla fine dell’anno. L’unico con scadenza a lungo termine sarebbe invece il repubblicano Elisebeth Collins, il cui mandato termina a gennaio 2020.

Seppure manchi della capacità di esecuzione, il consiglio ha “poteri di persuasione appellandosi all’opinione pubblica” ha detto l’ex presidente del board David Medine, dimessosi con un anno di anticipo per ricoprire un’altra carica, secondo il quale però il potere diminuisce notevolmente in assenza dei tre membri minimi richiesti dall’agenzia. Il senatore Ron Wyden avrebbe detto in una dichiarazione via e-mail che il board rappresenta un ‘cane da guardia’ del governo, definendolo “assolutamente fondamentale”.​

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