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Gentiloni: l’aeroporto è il simbolo dei valori da difendere

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
21/12/2016
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Gli aeroporti sono il simbolo del mondo che ci piace, un mondo che oggi è sotto attacco. Lo ha detto il presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni intervenendo questa mattina all’inaugurazione della nuova area di imbarco E dell’aeroporto di Roma Fiumicino. “Oggi è la giornata dell’orgoglio italiano”, ha detto il premier riferendosi all’apertura di un’infrastruttura totalmente made in Italy che consentirà allo scalo romano di accogliere 45 milioni di passeggeri all’anno. È però anche la giornata per tornare a esprimersi sul recente attentato in Germania. “Vorrei ricordare quello che è successo nella piazza di Berlino, in un mercato di Natale, e non posso non esprimere la nostra vicinanza al popolo tedesco, ad Angela Merkel e al suo governo in particolare a una famiglia che è nell’ansia e nel dolore per le sorti di Fabrizia Di Lorenzo, che noi a nome di tutti vogliamo salutare con rispetto che si deve a una giovane cittadina italiana esemplare”.

Se l’attacco di Berlino pone nuovi interrogativi sulla sicurezza nelle nostre città, gli aeroporti sono da sempre (e sempre di più) oggetto di particolare attenzione. Per il premier però, proprio l’aeroporto è uno dei simboli dei valori che sono minacciati dal terrorismo internazionale. “A noi piace un mondo aperto alle comunicazioni, ai trasporti e ai viaggi; oggi questo mondo è sotto attacco”, ha affermato Gentiloni. Eppure, “a questi valori non rinunciamo e non volgiamo rinunciare”, ha aggiunto il premier.

All’annuncio della riunione della Tavola sicurezza a Palazzo Chigi, convocata per questo pomeriggio, si aggiunge il richiamo a una dimensione più culturale e valoriale della difesa. Difendersi vuol dire “investire sulla qualità del nostro modo di vivere di cui fanno parte anche gli aeroporti”. È in questa prospettiva che si inserisce l’inaugurazione dell’area di imbarco E dell’aeroporto di Fiumicino. Un investimento da 390 milioni di euro in un programma che punta a portare lo scalo romano a una capacità di 58 milioni di passeggeri all’anno nel prossimo quinquennio. “L’Italia è un Paese con una straordinaria attrattiva; la programmazione può essere la giusta chiava dello sviluppo”, ha detto Gentiloni. “In Cina, i visti per l’area Schengen, quelli con prima tappa in Italia, rilasciati dai nostri servizi consolari, sono passati in dieci anni da 50mila a 600mila”, ha aggiunto il premier. Raccogliendo tale domanda, con nuovi ed efficaci investimenti, Fiumicino può davvero diventare “il fiore all’occhiello del nostro Paese”, anche di fronte alla minaccia terroristica.

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