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Chi è Viola, l’italo-americano scelto da Trump per l’Esercito

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
20/12/2016
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Dopo la conferma da parte dei grandi elettori, ultimo ostacolo verso la presidenza, Donald Trump prosegue nella definizione della squadra che supporterà il proprio governo. Ieri, il tycoon ha annunciato il nome di chi succederà a Eric Fanning come segretario dell’esercito: toccherà all’italo-americano Vincent Viola. Se l’esecutivo per ora delineato dalle scelte del neo presidente eletto è stato criticato soprattutto perché composto da miliardari e generali, la nuova nomina sembra non importarsene minimamente, perché Viola incarna entrambi gli elementi. Sessantenne originario di Brooklyn, figlio di un immigrato autista di camion, è un veterano dell’esercito con un patrimonio che Forbes stima di circa 1,77 miliardi di dollari. “È la prova vivente del sogno americano”, ha detto Trump.

Dopo aver conseguito la laurea (la prima della sua famiglia) nel 1977 presso l’accademia militare di West Point, ha servito all’interno della 101esima Airbone Division e poi come maggiore nelle Amry Reserves. Nel 2003 è stato tra i fondatori e promotori del Combating Terrorism Center di West Point, centro di ricerca dedicato al contrasto del terrorismo internazionale. Dopo essere stato al vertice della New York Mercantile Exchange, Viola ha fatto fortuna fondando nel 2008 la Virtu Financial, società dedicata al commercio elettronico, e poi quotandola in borsa nell’aprile del 2015. Nel 2013 ha inoltre acquistato, per circa 160 milioni di dollari, la squadra di football americano dei Florida Panters. Il figlio John, a soli 32 anni, è presidente della National Italian American Foundation (Niaf), la più importante associazione italo-americana negli Stati Uniti.

“Che si tratti del distinto servizio militare o del record così impressionante nel mondo degli affari, Vinnie ha dimostrato durante tutta la sua vita di sapere essere un leader e di saper fornire importanti risultati di fronte a qualsiasi sfida”, ha detto Trump.

“Questo grande onore arriva insieme a una grande responsabilità, e io mi batterò per il popolo americano e per il loro diritto di vivere liberi ogni giorno”, ha invece affermato Viola. “Un obiettivo primario della mia leadership – ha aggiunto – sarà garantire che i soldati americani abbiano i modi e i mezzi per combattere e vincere nell’intero spettro di conflittualità”. Effettivamente, pur non avendo posto nel gabinetto presidenziale, la carica di segretario dell’Esercito è molto rilevante, essendo responsabile delle molteplici questioni che toccano le Forze armate, dal personale alle comunicazioni, dai problemi ambientali all’acquisto di sistemi ed equipaggiamenti, fino alla gestione finanziaria. Viola sarà il massimo vertice civile dell’esercito, capo del Department of Army operante all’interno del Dipartimento della Difesa.

Secondo fonti del Pentagono riportate dal New York Times, sarebbe stato proprio James Mattis, uno dei generali scelti da Trump, prossimo segretario alla Difesa, a volere Viola per la successione a Fanning, forse all’interno di un accordo di nomine con il neo presidente eletto. La conferma dell’italo-americano sarebbe dunque legata a quella di Mattis, che dovrà attendere l’autorizzazione speciale del Senato non essendo trascorsi i sette anni previsti dalla legge tra servizio attivo e ruolo di vertice del Pentagono.

(Foto di Kevin Hagen per il New York Times)

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