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Food for flight

Di Gregory Alegi
In Columnist
27/05/2014
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La pizza che salvò l’Eurofighter

Per le industrie aeronautiche europee l’agosto 1985 fu molto caldo. Non per il clima, ma perché bisognava decidere lo sviluppo di un caccia comune per le loro forze aeree. Dieci anni prima, gli Stati Uniti avevano spiazzato tutti con il piccolo
F-16, straordinariamente agile grazie ai computer che controllavano una configurazione altrimenti instabile. Francia, Gran
Bretagna, Germania e persino Svezia avevano reagito studiando aerei con ali a delta e canard. Nel giugno 1982 la Francia lanciò il dimostratore Dassault Acx (poi ribattezzato Rafale) e la Svezia lo Jas (poi Gripen). Nel giugno 1983 British Aerospace presentò l’Eap, con l’allora Aeritalia (oggi Alenia) ma senza la tedesca Mbb (oggi Airbus). Unire i tre progetti avrebbe consentito sinergie, risparmi e un mercato enorme. La Svezia, neutrale, era fuori dai giochi. La Francia voleva imporre un aereo piccolo, mirato a sostituire i Mirage in servizio in mezzo mondo. In più rivendicava il ruolo di guida nei tre ambiti cruciali della cellula, dei motori e dell’elettronica. Gran Bretagna, Germania e Italia, le tre nazioni del programma Tornado che stava allora entrando in servizio, rifiutavano la subalternità alla Francia e volevano condividere le tecnologie. L’ultimo tentativo di conciliazione ebbe luogo a Torino il 2 agosto 1985. Il duello tra le posizioni arcinote si snodò per tutto il giorno, con le delegazioni in costante collegamento con i propri ministri a Londra, Parigi, Bonn e Roma. Ma non c’era niente da fare: i francesi non intendevano cedere. “La riunione avrebbe dovuto chiudersi nella prima serata, e gli ospiti italiani avevano organizzato una cena in un ristorante locale”, raccontò anni dopo il rappresentante britannico Jack Gordon. Di rinvio in rinvio, alle 11 la cena fu cancellata del tutto. Poco dopo la mezzanotte i francesi abbandonarono la riunione, portandosi dietro gli spagnoli. Partirono altre telefonate, meno politiche ma altrettanto frenetiche. Bisognava trovare da bere e da mangiare, cosa non facile in un’epoca in cui in Italia il take away ancora non esisteva. Figuriamoci in agosto! In qualche modo arrivarono pizze fredde, patatine fritte e Pinot grigio caldo. I delegati mandarono giù tutto e continuarono a lavorare. “I tedeschi fecero una mossa inconsueta e riuscirono a trovare l’accordo nella notte, portandosi dietro gli italiani”, ricordava Gordon. La cena non fece onore all’Italia, ma fissò i principi dell’Eurofighter: 10 tonnellate di massa, 20 di spinta dei motori, 50 metri quadrati di superficie alare. Nel settembre 1985 la Spagna si sganciò dalla Francia per unirsi all’Eurofighter. Trent’anni dopo Eurofighter, Rafale e Gripen continuano a darsi battaglia sui mercati.

INGREDIENTI

(per ciascuna persona)

PIZZA

250 gr di farina
mezzo panetto di lievito di birra fresco (circa 12,5 gr)
oppure 1/2 bustina di lievito secco
2 cucchiai da minestra d’olio d’oliva
1 cucchiaino di zucchero
sale q. b.
acqua q. b.

CONDIMENTO

Margherita: passata di pomodoro, mozzarella
di bufala o fiordilatte, basilico
Napoletana: passata di pomodoro, acciughe, capperi, origano

PREPARAZIONE

Spezzettare il lievito di birra, aggiungervi lo zucchero e scioglierlo in poca acqua tiepida. Fare
una fontana nella farina, aggiungervi il lievito, l’olio e il sale sciolto in un po’ d’acqua. Impastare aggiungendo man mano l’acqua necessaria per un impasto elastico che metterete in una terrina coperta con uno strofinaccio. Farla lievitare almeno due ore. Formare dei dischi con la pasta. Guarnirli passata di pomodoro e salare. Infornare a 250°. Dopo 6-7 minuti estrarre la base, coprirla con la mozzarella e rimetterla in forno sin quando questa si scioglie.

 

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