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La lettera di Tusk, Juncker e Stoltenberg per un nuovo livello di cooperazione Nato-Ue

Di Redazione
In In Evidenza
14/12/2016
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Vi proponiamo l’articolo del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, pubblicato sulle pagine dei quotidiani del Gruppo LENA (Leading European Newspaper Alliance) nei giorni scorsi.

Nate sulle ceneri della Seconda guerra mondiale, la Nato e ciò che è ora l’Unione europea furono create con un unico obiettivo: prevenire gli orrori di un’altra guerra in Europa. Negli anni successivi, abbiamo cercato – e raggiunto – pace e prosperità per centinaia di milioni di cittadini. Siamo differenti ma complementari. La Nato, un’alleanza unica tra Europa e nord America, è stata la pietra angolare della nostra sicurezza. Proprio questa sicurezza ha permesso all’Unione europea di fornire pace, prosperità e cooperazione politica al continente. Abbiamo sostituito le trincee con i tavoli negoziali. Eppure, in un mondo più che mai in evoluzione, il soft power da solo non è abbastanza. La sicurezza inizia in casa nostra ed è proprio per questo che l’Ue si impegna a fare di più nella protezione e nella difesa dei propri cittadini, e nel supporto agli Stati membri, che sono Alleati, affinché facciano la propria parte nella Nato. Il Fondo europeo per la difesa annunciato lo scorso mese vuole alimentare gli investimenti nelle capacità di difesa chiave, necessarie per applicare deterrenza e rispondere alle minacce esterne.

L’imperativo di lavorare insieme è forte come non lo è mai stato. Non condividiamo solo 22 membri ma anche gli stessi valori, la stessa devozione per libertà, democrazia e stato di diritto, e persino le stesse sfide. Per due decenni abbiamo lavorato a contatto sempre più stretto, cooperando nei Balcani occidentali, in Afghanistan, lungo le coste della Somalia per assicurare maggiore stabilità al nostro vicinato e mantenere in sicurezza le nostre Nazioni. Ora, di fronte alle più grandi sfide poste alla nostra sicurezza in una sola generazione, dobbiamo condurre la cooperazione a un livello successivo. Le sfide che affrontiamo sono serie e complesse: il terrorismo che deriva dai disordini in nord Africa e Medio Oriente, una Russia disposta a violare il diritto internazionale, la crisi di rifugiati e migranti, e i cyber attacchi. Sono preoccupazioni urgenti che ci impongono di lavorare non solo fianco a fianco ma anche mano nella mano.

Per questo abbiamo firmato un dichiarazione condivisa a Varsavia a luglio, impegnandoci a trovare nuovi modi per lavorare insieme con un diverso livello di ambizione. A seguito delle decisioni prese in questi ultimi giorni dai ministri Ue e Nato, stiamo intensificando il modo di lavorare insieme in una serie di settori: nelle operazioni marittime, nel rafforzamento delle difese informatiche, e nella cooperazione con i Paesi partner del vicinato orientale e meridionale. Per quanto riguarda gli attacchi ibridi, ad esempio, abbiamo deciso di rispondere insieme nel caso uno sia minacciato, al fine di aumentare la resilienza delle nostre società, condividere la comprensione di ciò che sta accadendo sul terreno, combattere e dissipare la propaganda. Per la cyber defence, stiamo condividendo informazioni e rafforzando la cooperazione per l’addestramento. Ciò risulta importante perché in un’economia profondamente integrata come quella europea, un attacco contro un Paese colpisce anche i vicini.

Sulla base dei risultati ottenuti nella lotta contro la pirateria al largo del Corno d’Africa, stiamo lavorando sempre più insieme per colpire la tratta del traffico di esseri umani nel Mediterraneo. Stiamo sfruttando le esercitazioni per imparare gli uni dagli altri, sia nella pianificazione, sia nella condivisione di ciò che abbiamo imparato, al fine di distruggere il modello di business di coloro che consapevolmente sfruttano la povertà e la miseria dei rifugiati. Tuttavia, la nostra sicurezza dipende molto spesso dalla stabilità oltre i nostri confini. È per questo che stiamo lavorando con Paesi come Giordania, Tunisia, Marocco, Georgia, Moldova, Ucraina, e Balcani occidentali, aiutandoli a rafforzare le istituzioni e sostenere le riforme. Questa area di cooperazione con la Nato è un elemento chiave della Global Strategy dell’Ue per costruire ponti con i partner in tutto il mondo e proteggere i cittadini in Europa.

In parole povere, tutto questo significa che ci stiamo preparando sempre di più ad affrontare pericoli evidenti e reali, e un futuro che appare incerto. Da solo, nessuno di noi, né alucno degli singoli Stati membri è in grado di affrontare le sfide che abbiamo di fronte. Insieme, possiamo reagire in modo più rapido ed efficace ad un contesto di sicurezza in rapida evoluzione. I nostri sforzi congiunti risultano ampiamente superiori alla somma delle parti. Cooperando sempre di più, l’Unione europea e la Nato stanno facendo una profonda differenza per il benessere e la sicurezza dei molti milioni di persone per la cui protezione le due organizzazioni esistono. Non dobbiamo loro niente di meno.

Traduzione di Stefano Pioppi

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