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John Glenn, il primo statunitense in orbita

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
09/12/2016
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Fu ufficiale del Corpo dei Marine impegnato come pilota nella seconda guerra mondiale e poi nella guerra di Corea, fu senatore del Partito democratico, ma fu sopratutto il primo statunitense a volare nell’orbita terrestre. John Herschel Glenn, l’ultimo dei “magnifici sette” del programma Mercury, si è spento oggi all’età di 95 anni, l’astronauta e politico degli Stati Uniti primo protagonista americano della corsa allo spazio. Il sovietico Yuri Gagarin ci era riuscito nel 1961; un mese dopo Alan Shepard era entrato nello spazio sub orbitale. Fu Glenn, classe 1921, già tenente colonnello, pilota con diversi record di velocità, a portare gli Stati Uniti al passo con l’Unione sovietica. Lo fece a bordo della capsula Friendship 7, missione Mercury-Atlas 6. Era il 20 febbraio 1962: Glenn rimase 4 ore e 55 minuti nello spazio compiendo tre orbite intorno alla Terra. La frase “Zero-G (ndr zero gravità) and I feel fine”, rimarrà tra le più famose dell’intera storia dell’esplorazione spaziale. “That view is tremendous”, disse anche Glenn ispirando un’intera generazione di astronauti e scienziati.

Dopo aver lasciato la Nasa, Glenn entrò in politica grazie anche alla spinta dei fratelli Kennedy. Entrato nel Partito democratico ed eletto al Senato per l’Ohio, vi rimase per 25 anni (dal 1974 al 1999). Nel frattempo, nel 1998 il grande ritorno nello spazio con lo Space Shuttle, missione STS-95. Glenn rimase nove giorni in orbita partecipando a studi sulla fisiologia dell’uomo in età avanzata. Aveva 77 anni e stabiliva un nuovo primato come uomo più vecchio nello spazio. Nel 2011, è stato insignito dal Congresso degli Stati Uniti con la medaglia d’oro insieme ai tre astronauti della missione Apollo 11. Nel 2012, il presidente Obama gli ha conferito la Medaglia presidenziale della Libertà. “John ha passato la sua vita a frantumare barriere”, ha detto Barack Obama ricordando Glenn. “Ha ispirato – ha aggiunto il presidente uscente degli Stati Uniti – generazioni di scienziati, ingegneri e astronauti, che ci porteranno su Marte, non solo in visita ma per rimanerci”. John Glenn è morto in un ospedale di Columbus, nell’Ohio, dove era ricoverato da oltre una settimana.

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