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Ue, il Piano della Commissione per la difesa comune

Di Valeria Covato
In In Evidenza
02/12/2016
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La Commissione europea ha presentato un piano per rilanciare l’industria della Difesa e favorire la cooperazione tra gli Stati nel settore. Ecco perché nasce e cosa prevede il “piano d’azione per una difesa europea” le cui proposte dovranno essere discusse tra i 28 Paesi membri al prossimo vertice dei capi di Stato e di governo del 15 e 16 dicembre.

Nel discorso sullo stato dell’Unione del 14 settembre 2016 il presidente Jean-Claude Juncker ha annunciato che “l’Europa non può più permettersi di fare affidamento sulla potenza militare degli altri o di consentire che il suo onore in Mali sia difeso solo dalla Francia. (…) Per una difesa europea forte è necessaria un’industria della difesa innovativa. Per questo proporremo prima della fine dell’anno un fondo europeo per la difesa, che dia un forte impulso alla ricerca e all’innovazione”. Il piano di azione prevede di istituire un fondo europeo per la difesa a sostegno degli investimenti in attività di ricerca comune e dello sviluppo congiunto di attrezzature e tecnologie di difesa. “Il fondo proposto – si legge sul comunicato della Commissione diffuso ieri – comprenderà due “finestre” complementari ma distinte per struttura giuridica e fonte del bilancio”: la “finestra per la ricerca” e la “finestra per le capacità”.

La “finestra per la ricerca” sarà destinata a finanziare la ricerca collaborativa in tecnologie di difesa innovative come l’elettronica, i metamateriali, i software cifrati o la robotica. La Commissione ha comunicato di aver già proposto 25 milioni di euro per la ricerca nel settore della difesa nel quadro del bilancio dell’Ue per il 2017 e ha ritenuto che tale dotazione possa raggiungere un totale di 90 milioni di euro entro il 2020. La Commissione intende inoltre proporre un apposito programma di ricerca nel settore della difesa con una dotazione stimata di 500 milioni di euro all’anno nell’ambito del quadro finanziario pluriennale dell’Ue post 2020.

La parte del fondo dedicata all’acquisto di equipaggiamento comune, indicata come “finestra per le capacità”, permetterà agli Stati membri partecipanti di acquistare insieme beni per ridurre i costi. “La mancanza di cooperazione tra Stati membri nei settori della sicurezza e della difesa ha un costo annuo stimato tra 25 e 100 miliardi di euro”, ha sottolineato la Commissione nel comunicato. Questa finestra dovrebbe essere in grado di mobilitare circa 5 miliardi di euro all’anno. Ecco i piani: “Le capacità verrebbero concordate dagli Stati membri, che sarebbero proprietari della tecnologia e delle attrezzature. Gli Stati membri possono ad esempio investire congiuntamente nella tecnologia dei droni o acquistare insieme elicotteri per ridurre i costi”, si spiega nel comunicato.

Nel suo complesso l’Europa è al secondo posto nel mondo in termini di spesa per la difesa, dopo gli Stati Uniti. I suoi bilanci per la difesa tuttavia, fa notare la Commissione, si sono ridotti negli ultimi anni, a differenza di altri Paesi, tra cui Cina, Russia e Arabia Saudita, che hanno fortemente migliorato i rispettivi settori della difesa. Negli ultimi dieci anni infatti gli Stati membri dell’Ue hanno ridotto la spesa per la difesa del 12% circa, mentre nello stesso periodo la Cina ha aumentato il bilancio della difesa del 150%. Per fare un altro esempio gli investimenti statunitensi nella difesa nel 2015 hanno rappresentato più del doppio della spesa totale degli Stati membri dell’Ue nel settore.

Il piano della Commissione punta a promuovere gli investimenti nelle Pmi, nelle start-up, nelle imprese a media capitalizzazione e negli altri fornitori dell’industria della difesa: “I fondi strutturali e di investimento europei e la Banca europea per gli investimenti (Bei) offrono già un sostegno finanziario allo sviluppo di un certo numero di attività a duplice uso. La Commissione sosterrà gli sforzi della Bei per migliorare l’accesso delle catene di approvvigionamento della difesa ai finanziamenti”. Per rafforzare il mercato unico per la difesa, la Commissione in concreto promuoverà l’applicazione effettiva della direttiva sugli appalti nei settori della difesa e della sicurezza e della direttiva sui trasferimenti Ue, faciliterà la partecipazione transfrontaliera agli appalti nel settore della difesa, sosterrà lo sviluppo di norme di settore e promuoverà il contributo delle politiche settoriali, come i programmi spaziali dell’Ue, alle priorità comuni in materia di sicurezza e difesa.

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