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In Ucraina c’è ancora la guerra. Parla l’ambasciatore Perelygin

Di Zeffira Zanfagna
In In Evidenza
30/11/2016
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L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. La Russia che continua a non rispettare gli accordi di Minsk. I rapporti tra l’Ucraina e l’Italia. Di questo, e di altro, ha parlato l’ambasciatore ucraino in Italia, Yevhen Perelygin, alla vigilia dell’incontro di Minsk tra i ministri degli Esteri dei paesi Formato Normandia (Francia, Germania, Russia e Ucraina).

La guerra non è finita

Sebbene non si dedichi al caso l’attenzione che questo meriterebbe, a distanza di due anni dallo scoppio della crisi che ha portato all’annessione della Crimea alla Federazione russa, in Ucraina, nel cuore dell’Europa, si continua a morire. “Ufficialmente è in vigore una tregua, ma ogni giorno contiamo uno o due morti e tre o quattro feriti, a causa di sparatorie e milioni di mine disseminate sul territorio ucraino e non controllate. Il problema, infatti, è l’assenza di una mappatura delle mine”, ha commentato l’ambasciatore. “La guerra in corso, che alcuni definiscono ibrida, mentre altri un vero e proprio ritorno alla guerra fredda, è costata 11mila vite umane, di cui 9mila civili, 25mila feriti e 1 milione e 700mila sfollati”, ha proseguito Perelygin. Secondo l’Ambasciatore, la scarsa copertura che i media internazionali dedicano al caso è da attribuirsi soprattutto alla propaganda russa, che il parlamento europeo ha cercato di arginare adottando, due settimane fa, una risoluzione ad hoc. Sebbene questo costituisca un passo importante, “l’Ucraina continua ad avvertire l’ombra russa e per questo chiede all’Unione europea di proseguire sulla via della politica della solidarietà”, ha affermato l’ambasciatore.

La situazione economica

Sebbene si discuta molto degli effetti negativi, a tratti disastrosi, che le sanzioni volute nei confronti della Russia stanno producendo sull’economia europea, l’Ambasciatore ha fatto notare come, ancora, si parli poco degli effetti, altrettanto negativi, che l’invasione russa stessa ha provocato. “In termini economici, l’occupazione è costata il sedici per cento del Pil ucraino”, ha fatto notare Perelygin. Al contempo, però, questi ha affermato di riporre molta fiducia nei rapporti, anche commerciali, intessuti tra l’Ucraina e l’Italia e, a tal proposito, ha fornito qualche dato: “Nel 2016 le esportazioni italiane in Ucraina sono cresciute del quattro per cento in soli nove mesi”.

Perché le cose non migliorano

A novembre 2016 l’Onu e la Corte penale internazionale dell’Aia hanno riconosciuto la Russia potenza occupante e la Crimea territorio occupato illegalmente. La scorsa settimana, a Istanbul, in occasione dell’assemblea parlamentare della Nato, è stato presentato un rapporto sulle dimensioni della struttura militare russa presente, oggi, nella regione di Donbass, nell’Ucraina orientale. Eppure, nonostante l’impegno delle istituzioni, anche recenti, l’ambasciatore ha fatto notare come la situazione non sia ancora migliorata. Il problema principale risiede nel fatto che “la Russia non sta rispettando gli accordi di Minsk e lo dimostra il fatto che in territorio ucraino ci sono ancora 7mila soldati e 700 carri armati russi”, ha commentato Perelygin.

L’impegno ucraino

Mentre la Russia non rispetta gli accordi, “l’Ucraina, invece, si sta impegnando a fare la sua parte”, ci ha tenuto a precisare l’Ambasciatore. Ad esempio, lo scorso anno, il parlamento ucraino ha votato in favore di una riforma costituzionale per il riconoscimento dell’autonomia di Donbass. L’impegno ucraino emerge anche dalle riforme di cui il Paese è stato promotore negli ultimi tre anni. “Dopo aver subito una contrazione economica del nove per cento, a cavallo tra il 2014 e il 2015, per l’anno prossimo è prevista una crescita del tre per cento”, ha affermato l’Ambasciatore. L’Ucraina si è impegnata anche nel combattere la corruzione e, a tal proposito, grazie al supporto dell’Anac e della Guardia di finanza, preziosa è stata la collaborazione con l’Italia “che ha fatto tanto e può essere un esempio” ha proseguito Perelygin.

L’elezione di un presidente filo-russo negli Usa

L’Ambasciatore ucraino, poi, non ha potuto non pronunciarsi sulla vittoria di Donald Trump, presidente eletto dallo spiccato orientamento filo-russo. “Non credo di dover guardare alla vittoria di Trump come a uno shock, poiché le promesse elettorali sono una cosa, mentre la realpolitik un’altra”, ha affermato. Perelygin guarda all’elezione del magnate dell’immobiliare con pragmatismo e speranza: “Trump eviterà di creare ulteriori problemi all’interno dell’Europa”.

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