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Visti da lontano

Di Nick Brough
In Columnist
21/11/2016
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Assistente di O’Leary come ne Il diavolo veste Prada

Se Michael O’Leary, ceo di Ryanair, è uno dei più straordinari manager nella storia del moderno trasporto aereo, è anche notoriamente esigente e non sempre molto paziente (scusateci il diplomatico understatement). Diventare suo assistente personale è quindi un’opportunità di grande potenziale e anche una sfida da non affrontare con leggerezza. Recentemente è apparso nel sito della compagnia un annuncio “cercasi…” che vale la pena leggere. Intanto, il sottotitolo dell’annuncio è “Il posto di lavoro peggiore d’Irlanda!”. La posizione è per un commercialista, che non andrà inserito nella direzione finanza/amministrativa ma nello staff del ceo. Gli attributi essenziali per la posizione comprendono: thick skin (coriaceo); saint-like patience (la pazienza di un santo); aversion to bolloxology (avversione alle balle) e ability to operate without sleep or contact with the outside world (capacità di operare senza dormire o contatti con il mondo esterno). L’avviso aggiunge che i tifosi del Manchester United o dei Golden State Warriors (squadra americana di pallacanestro) saranno automaticamente esclusi, nonché braccati e colpiti. Riferimenti sportivi a parte, l’annuncio ricorda l’incipit del film Il diavolo veste Prada, tratto dall’omonimo romanzo di Lauren Weisberger.

Dal ragno al serpente, imprevisti in volo!

Un piccolo ragno, loxosceles reclusa, intrappolato fra i due strati di vetro di un oblò nella cabina passeggeri di un aereo, è quanto è bastato per bloccare un aereo a terra, ritardando la partenza di un volo per oltre due ore. È avvenuto recentemente all’aeroporto di Minneapolis. Identificato come ragno recluso è scattato l’allarme. Il ragno recluso, solitamente di colore marrone è abbastanza piccolo, ha un tenore di vita diverso rispetto ai ragni più comuni. Per quanto sia timido, quando si sente minacciato si difende con grinta, mordendo ed emettendo un veleno in alcuni casi anche mortale. In altri casi provoca una ferita che lascia una cicatrice di più di 20 centimetri di diametro. Delta Airlines non ha spiegato come l’abbiano estratto dal finestrino del volo 5001, ma i passeggeri con destinazione Rochester avranno agito con comprensiva rassegnazione, a fin del loro bene. Meno comprensivi invece i passeggeri di un recente volo interno messicano di Aeromexico. Quando il volo era già in crociera, è apparso in cabina un passeggero clandestino. Da dietro gli alloggiamenti per i bagagli a mano emergeva, prima la testa e poi il robusto corpo di un serpente. Come sempre oggi, la prontezza di un passeggero armato di smartphone ha catturato in video la comparsa sulla scena del rettile. Il conseguente scompiglio ha innescato la procedura di atterraggio di emergenza, allo scopo di “saltare la coda” per toccare, senza indugi, la pista a Città del Messico. Com’è proseguito il viaggio del serpente dopo l’uscita dagli alloggiamenti? Non ci è dato sapere. Per chi ha il coraggio, o chi ama i film di orrore, avvisiamo che è sufficiente cercare su Google “serpente aeromexico” per avere un ampio ventaglio di scelta di siti in cui vederlo. Negli stessi giorni si sono liberati dai bagagli di stiva tre serpenti su un volo interno in Indonesia. In questo caso, però, niente drammi. La Garuda ha spiegato l’ovvio: in realtà le creature a bordo del suo volo non erano serpenti bensì lucertole senza gambe. Che vengano pure in business class, quindi, a prendere un aperitivo. Tecnicamente la compagnia ha ragione, le pygopodidae sono lucertole apparentemente senza gambe, ma al timoroso profano fanno rabbrividire come se fossero serpenti. Terminiamo questo excursus su fauna non gradita sugli aerei di linea ricordando i recenti casi di aerei di linea atterrati a Milano con carne in via di putrefazione chiusa (male) nei bagagli di stiva. Gli sfortunati addetti allo scarico dei bagagli hanno trovato sangue nelle maleodoranti stive e bagagli macchiati.

Un volo di linea di 10 minuti

La compagnia austriaca People’s Viennaline ha iniziato da pochissimo tempo a collegare Friedrichshafen con St. Gallen in Svizzera. Il volo dura 10 minuti, anche se, secondo l’orario pubblicato dall’aeroporto Bodensee, il tragitto richiederebbe un tempo totale di 20 minuti – quanto ci vuole in certi aeroporti solo per superare i controlli di sicurezza. Perché nasce questo volo, che non ha mancato di sollecitare le proteste degli ambientalisti? Il salto attraverso il lago di Costanza (bodensee in tedesco), effettuato due volte al giorno con un Embraer E170, consente di risparmiare un giro in auto di un’ora e un viaggio in treno di ben due ore. Forse l’aereo è piuttosto grande per una rotta così di nicchia, e forse non sarà facile riempirlo. Cosa ne penserebbero i manager della compagnia austriaca se dovessero impiegare il grandissimo Airbus A380 su un volo breve? Eppure è esattamente quanto Emirates sta per fare. La compagnia impiegherà l’aereo commerciale passeggeri più grande del mondo, a partire da dicembre, sulla rotta DubaiDoha. Gli aeroporti sono distanti solo 415 Km, più o meno come Roma-Genova. Eppure Emirates già collega le due città con nove voli al giorno con i grandi Boeing 777-300ER, aerei progettati per voli a lungo raggio. Fra poche settimane l’A380 sostituirà il 777 per una delle nove frequenze giornaliere.

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