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Bullani (VMware): serve cultura della cyber-sicurezza

Di Cyber Affairs
In In Evidenza
27/09/2016
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“In una economia sempre più digitale, le violazioni della sicurezza ad opera dei criminali informatici colpiscono e colpiranno obiettivi sempre più ampi: non solo i singoli utenti, ma anche le piccole e grandi organizzazioni, dalla finanza alla sanità, alla pubblica amministrazione”. A dirlo all’agenzia stampa Cyber Affairs è Alberto Bullani, regional manager di VMware Italia. “Considerando il tasso di adozione da parte delle organizzazioni dei device connessi (IoT), spesso non progettati pensando alla sicurezza”, prosegue il manager, “si estenderà notevolmente il perimetro di attacco dei criminali informatici. Il danno procurato da una violazione è enorme, per l’Italia il Rapporto Clusit 2015 stima sia di 9 miliardi di euro all`anno”.

Come attrezzarsi, dunque, per far fronte a questi pericoli? Per Bullani, “nei recenti attacchi informatici che hanno causato una violazione di milioni di record di dati sensibili, sia in organizzazioni pubbliche sia private, spesso la minaccia è arrivata all’interno dell’infrastruttura tecnologica. Per questo motivo, dal punto di vista tecnologico, per mettere in sicurezza infrastrutture critiche bisogna passare da un modello che si concentra sulla protezione del perimetro dei data center e sulla gestione della compliance a uno che parte dalla protezione delle applicazioni e degli utenti, estendendosi al cloud, e consentendo la gestione del rischio”.

Da una parte, sia a livello europeo sia nazionale, dice ancora il manager, “un’effettiva cooperazione tra pubblico e privato in un sistema integrato di threat intelligence è sicuramente auspicabile, ma dall’altra occorre che, accanto ai progressi in campo legislativo, le aziende lavorino allo sviluppo di una cultura della sicurezza, poiché le decisioni e i comportamenti delle persone hanno un impatto sulla sicurezza di un’azienda. Secondo una recente ricerca VMware, alcune delle maggiori vulnerabilità da arginare per la sicurezza di un’organizzazione sono proprio al suo interno, e i dipendenti spesso disattenti o non educati alla sicurezza informatica costituiscono la più grande sfida che le aziende devono affrontare”. Per far fronte a questo scenario, continua Bullani, “le società continuano a effettuare ingenti investimenti nella sicurezza. Secondo dati recenti, le aziende in questi anni tendono a incrementare sensibilmente l’entità degli investimenti annuali nella sicurezza. D’altro canto, gli attacchi sono sempre più frequenti e causano conseguenze sempre più gravi. La società di ricerche Idc stima che, dagli oltre 5 miliardi di dollari investiti in software per la sicurezza in Europa Occidentale nel 2015, si passerà a circa 7 miliardi nel 2020″.

VMware è tra i partner della prima edizione di Cybertech Europe, forum internazionale di settore organizzato da Cybertech Global Events in collaborazione con Leonardo-Finmeccanica il prossimo 29 settembre a Roma, durante la quale interverrà come speaker Jean-Pierre Brulard, senior vice president e general manager per l’area Emea della compagnia.

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