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Pinotti: dobbiamo tornare a investire in difesa

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
22/09/2016
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“Tutto quello che si poteva tagliare è stato tagliato, ora bisogna tornare a investire in difesa”. Così ha tuonato il ministro Roberta Pinotti intervenuta all’evento “Rinascimento Industriale” che Avio Aero, in collaborazione con Formiche, ha organizzato a Roma per discutere di come l’industria italiana possa cogliere la sfida della digitalizzazione e tornare ad essere motore della crescita nazionale. “Negli ultimi anni abbiamo osservato tagli complessivi al bilancio difesa del 27%; oggi non si può più tagliare; bisogna tornare a immaginare un’attenzione più rigorosa alla difesa del nostro Paese”, ha affermato la Pinotti. Anche perché “la difesa è un settore che ha sviluppato incredibili capacità dall’esigenza di essere autosufficienti e pronti ad ogni evenienze in operazioni militari”, e queste capacità si sono rivelate utili anche in ambito civile. Gli esempi del dual use e dei ritorni generati dagli investimenti in difesa potrebbero essere infiniti, dalla meteorologia alla medicina fino al campo più recente degli apr (velivoli a pilotaggio remoto). A ciò si aggiunge un contesto che di certo non sembra così rassicurante sul piano internazionale. “Il Mediterraneo sarà il centro di tensione; stiamo parlando di un mondo che vede conflitti nuovi e asimmetrici”, ha detto il ministro.

In questi termini, il Rinascimento industriale non può di certo escludere il comparto difesa, che anzi si presenta al piano del governo Industria 4.0 con l’assetto strategico offerto dal Libro Bianco. “Tutte quelle capacità ed eccellenze che fino ad ora sono avvenute quasi casualmente vengono messe a sistema con un progetto pensato e voluto”, ha spiegato il ministro. Tale progettualità “si inserisce in un’ottica in cui la difesa è al servizio del Paese a 360 gradi”.

E poi c’è il dibattito realtivo alla difesa europea. Dopo la vivacità di luglio, agosto e della prima parte di settembre il tema dell’integrazione delle capacità di sicurezza e difesa sembra essersi arenato sulle incomprensioni che a Bratislava hanno determinato le due differenti conferenze stampa di Renzi e Merkel-Hollande. Eppure, “le sfide di sicurezza che abbiamo davanti necessitano di strumenti e apparati che nessun Paese può sviluppare da solo. Dobbiamo far uscire la difesa da un’ottica esclusivamente nazionale”, ha ribadito la Pinotti. “Le due principali missioni europee sono Eutm Somalia e Eunavfor Med, entrambe a comando italiano. Senza l’Italia è difficile costruire una difesa europea”, ha affermato la Pinotti.

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