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Strategicamente

Di Andrea Margelletti
In Columnist
21/09/2016
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La missilistica… non è un optional!

Lo scorso 1 settembre l’industria della difesa nazionale ha registrato un’altra importante affermazione sui mercati internazionali. Infatti, MBDA Italia e il Qatar hanno siglato un importante accordo dal valore di più di 500 milioni di euro per la fornitura a Doha di batterie missilistiche costiere dotate di missili antinave MARTE ER ed EXOCET MM40 Block 3. Il contratto in questione, al di là dei valori economici coinvolti, riveste una rilevanza particolare perché segna simbolicamente il ritorno del nostro Paese nel novero dei principali “missilisti” mondiali. Questa circostanza dovrebbe aprire una riflessione seria e concreta rispetto alle periodiche sirene che vorrebbero un disimpegno completo di Roma da questo settore, giudicato come poco strategico e fonte di costi difficilmente sostenibili nel quadro attuale delle finanze del Paese. In realtà, la missilistica non è un optional, ma, anzi, è uno degli elementi che più genera valore aggiunto soprattutto nelle campagne di procurement internazionali dominate dalle grandi offerte “a pacchetto”. Infatti, è indubbio che nelle recenti vittorie dei velivoli Eurofighter in Kuwait e delle unità navali di Fincantieri in Qatar, abbia giocato a favore dei piattaformisti nostrani anche la possibilità di dotare i loro prodotti di armamento missilistico nazionale o, comunque, prodotto da un consorzio a significativa partecipazione nazionale. Infatti, il governo della filiera piattaforma-sensoristica-armamento è uno dei prerequisiti per evitare manovre di disturbo, neanche troppo velate, da parte dei potenziali concorrenti internazionali che potrebbero, in futuro, sfruttare la nostra eventuale dipendenza da missilisti esteri per rendere le offerte commerciali dei nostri piattaformisti meno appetibili semplicemente negando la disponibilità di un sistema d’arma o quotandolo in maniera eccessiva. Ecco, quindi, che la vendita delle batterie costiere al Qatar dovrebbe essere non il canto del cigno, ma l’alba di una nuova era di sviluppo per la missilistica nazionale, soprattutto con riferimento al comparto antinave-antisom che è storicamente nel Dna tecnico italiano e che sarà sempre più determinante negli scenari strategici mondiali del prossimo futuro.

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