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F-35, primo istruttore italiano e nuovi test sul caccia

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
23/08/2016
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A Luke, in Arizona, il primo pilota militare italiano ha conseguito la qualifica di Instructor Pilot (IP) su F-35A. I sei mesi che hanno portato alla qualifica sono stati strutturati in due corsi distinti denominati rispettivamente “Transition” e “Intructor Pilot Upgrade” (IPUG). Nel corso Transition, iniziato lo scorso 7 marzo, dopo una prima fase teorica, i frequentatori hanno affrontato diverse forme di volo: dal combattimento aria-aria a quello aria-suolo alla neutralizzazione o soppressione della difesa aerea nemica (SEAD/DEAD – Suppression/Destruction of Enemy Air Defence). In questa fase i piloti hanno inoltre acquisito le competenze per la condotta del velivolo in tutte le condizioni metereologiche. Ad esso è seguito il corso IPUG, durante il quale i frequentatori hanno dovuto dimostrare la capacità di poter insegnare le stesse fasi di volo ai prossimi piloti assegnati alla linea F-35A. Il corso IPUG è terminato con l’esame di volo e il conseguimento della qualifica di Istruttore. L’ufficiale pilota qualificato istruttore è stato il primo frequentatore italiano a terminare il corso IPUG e sarà assegnato al medesimo gruppo quale primo Istruttore italiano su velivolo F-35A. Alle dipendenze della rappresentanza militare italiana, il militare avrà il compito di addestrare sia piloti italiani che delle nazioni partner assegnati alla linea F-35A. Intanto, l’Integrated Test Force (ITF) del programma F-35 ha completato recentemente, su diversi poligoni, 25 missioni di test con armamento, di cui 12 sganci di bombe WDA (weapons delivery accuracy) e 13 separazioni, utilizzando il  software 3F. Tra i sistemi d’arma rilasciati, missili a medio raggio aria-aria AIM-120, small diameter bomb, missili AIM-9X Sidewinder e munizioni a guida GPS/laser. I test appena eseguiti – fa sapere il generale Bogdan, F-35 Program Executive Officer -, ci consentono di dichiarare che saremo in grado di consegnare alle forze armate “piene capacità operative nel giro di due anni”.

 

 

 

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