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Onofri: aggregare le realtà regionali

Di Marcello Onofri
In In Evidenza
13/08/2016
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È noto a tutti come nei Paesi tecnologicamente avanzati la risposta corrente alla crisi economica internazionale preveda un forte sviluppo di settori ad alta tecnologia rispetto ai settori ad alta intensità di lavoro. La realizzazione di manifatture, prodotti, materiali high-tech sono oggetto quindi di impegnative competizioni internazionali, dove solo un vincitore potrà garantirsi una leadership negli anni a venire. Per operare a questo livello di sfide, le aziende non possono più pensare di operare basandosi sulle sole capacità esistenti in-house, ma risulta invece indispensabile creare filiere costruite e finalizzate su specifici progetti. La costituzione di cluster coordinati per vincere gare su singoli temi o progetti è la nuova modalità di organizzazione produttiva che si sta affermando a livello mondiale. Gli attori di queste cordate hanno ruoli differenti e sinergici.

Le grandi imprese sono infatti quelle in grado di garantire la necessaria focalizzazione sui temi di maggior interesse internazionale e produzioni di larga scala. Le aziende di più ridotte dimensioni hanno il compito di garantire le produzioni più di nicchia, con componentistica ben integrata nei prodotti della filiera. La ricerca scientifica deve fornire le basi della conoscenza per la realizzazione delle tecnologie indispensabili. Per intercettare questa esigenza il governo ha deciso di compiere un vero e proprio cambio di passo rispetto alle passate strategie di finanziamenti a pioggia. È stata istituita presso la presidenza del Consiglio una Cabina di regia per le attività spaziali e il Miur ha istituito undici Cluster nazionali operanti in differenti settori su temi considerati strategici per la crescita tecnologica degli apparati produttivi internazionali e per presidiare tematiche di storica competenza italiana. I Cluster opereranno quindi per la realizzazione degli obiettivi contenuti nel Pnr 2015-2020 del Miur ed è previsto un tavolo di coordinamento presieduto dal ministro. In questo contesto il Cluster tecnologico nazionale aerospazio (Ctna) sta operando in collaborazione con gli altri enti istituzionali per selezionare i temi che saranno oggetto dei bandi ministeriali e regionali già nei prossimi mesi e i relativi finanziamenti. Nei mesi scorsi è stato possibile elaborare un programma di Space economy, basato su specifici progetti elaborati con la Cabina di regia spazio, il Mise, l’Agenzia per la coesione, l’Asi e le Regioni.

Allo stesso tempo, iniziative con la medesima metodologia sono state avviate da Miur e Asi con interventi per sostenere attività nel settore aeronautico e in entrambi i settori si stanno preparando azioni coordinate per la partecipazione alle prossime call di Horizon 2020. A questo quadro si deve aggiungere la necessità di coordinare risorse finanziarie provenienti da fondi differenti dedicati a specifici progetti europei fortemente competitivi e risorse finanziare che fanno capo a differenti ministeri e che per una quota rilevante sono nella disponibilità dei governi regionali. Sulla base di queste considerazioni è evidente la sfida e la grande mole di lavoro che attende il Ctna, soprattutto nei prossimi mesi, in cui è previsto l’avvio di numerosi bandi per il finanziamento delle attività industriali e di ricerca. A questo scopo il Cluster ha deciso di avviare specifiche proposte di progetti dei gruppi di lavoro costituiti da grandi imprese, Pmi, start up e centri di ricerca per aggregare le prime filiere, ma anche per stimolare l’avvio di bandi relativi a tematiche di interesse, non solo internazionale, ma anche regionale.

I temi sono ovviamente mutuati dai recenti successi realizzati dal sistema-Italia. Per esempio nel settore spazio la decisione di prevedere un lancio di Cosmo-SkyMed con il Vega rappresenta il paradigma, spesso richiamato, di una vocazione italiana a garantirsi l’accesso alle orbite basse con satelliti per osservazione della Terra, monitoraggio ambientale e telecomunicazioni. Ne deriva quindi una forte attenzione a supportare l’evoluzione futura del Vega anche con propellenti LOX Metano per il suo upper stage, a costruire mini satelliti adatti a questo scopo e relative costellazioni, a dare un definitivo sviluppo al mercato delle Applicazioni satellitari e alle infrastrutture per la gestione di Big data. Processi simili sono in discussione nel settore aeronautico, dove lo sviluppo dell’elicotteristica e delle capacità di guida automatica dei velivoli hanno una forte attrattiva per la nostra industria, così come progetti come la decostruzione degli aerei a fine vita e le piattaforme stratosferiche di presidio regionale. La sfida internazionale è aperta, la volontà di partecipazione è evidente, concretizzata da adesioni anche su basi volontaristiche. I risultati? “Li vedremo solo vivendo”.

Marcello Onofri è professore ordinario di Propulsione aerospaziale presso l’Università la Sapienza di Roma, presidente del Cluster tecnologico nazionale aerospazio e direttore del Centro ricerca aerospaziale sapienza (Cras). Il suo contributo è stato pubblicato sul numero di luglio-agosto 2016.

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