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Iai: diminuisce la spesa per la funzione difesa

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
19/08/2016
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Nel 2014, l’Italia ha speso per la funzione difesa 14,08 miliardi di euro, meno della metà rispetto a Francia, Germania e Gran Bretagna. È quanto emerge dallo studio comparato sui bilanci e l’industria della difesa recentemente pubblicato dall’Istituto affari internazionali (Iai). Francesco Jonas Badde, Francesca Bitondo e Paola Sartori, ricercatori dello Iai, hanno elaborato una serie di grafici che mostrano le principali statistiche del settore in ambito europeo, con una particolare attenzione al nostro Paese.

Rispetto ai 39,54 miliardi di euro spesi dal Regno Unito nel 2014, l’Italia ne ha spesi poco più di 14, a cui occorre aggiungere gli investimenti finanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), che per lo stesso anno ammontavano a 2,09 miliardi di euro. Considerando i dati del Documento programmatico pluriennale per la Difesa 2016-2018, l’Italia ha speso lo 0,87% del Pil per la Funzipne Difesa. Questi dati attengono alla funzione difesa, che comprende le spese necessarie all’assolvimento dei compiti militari specifici di Esercito, Marina e Aeronautica e della componente interforze e della struttura amministrativa e tecnico industriale del Ministero della Difesa. Tuttavia, il budget per la difesa su Pil è lontano dalla quota del 2% stabilita in ambito Nato anche se si considera la spesa complessiva per la difesa che, secondo i dati Sipri (Stockholm International Peace Research Institute ), nel 2015 è stata pari all’1,3% del Pil.

Tra le imprese dell’aerospazio, sicurezza e difesa, il leader mondiale 2015 è l’americana Boeing, con ricavi pari a 86,6 miliardi di euro. Al secondo posto l’europea Airbus Group, con 64,5 miliardi di euro. Leonardo-Finmeccanica, con 12,9 miliardi di euro (+ 1,8% rispetto al 2014), si è collocata al nono posto.

Per quanto riguarda le spese del Ministero della Difesa per l’anno 2015, 13,186 miliardi di euro sono stati spesi per la Funzione Difesa (somma più bassa dal 2007), 5,649 per la Funzione sicurezza del territorio, 438 milioni per le pensioni e 97 per le funzioni esterne. Più del 73% della spesa destinata alla Funzione Difesa è stata destinata al personale, percentuale in aumento e la più alta dal 2006. Diminuisce invece la percentuale di spesa destinata all’esercizio e agli investimenti, dal cui conto restano comunque esclusi quelli derivanti dal Mise. Se si tengono in considerazione, oltre alla Funzione Difesa, tutte le spese complessive per la difesa del 2015, comprendenti la Funzione sicurezza del territorio, il Fondo Missioni e il contributo del Mise, si arriva a 17,103 miliardi di euro. Di questa somma, la stragrande maggioranza è destinata al personale mentre 4,873 miliardi sono stati spesi per gli investimenti in ricerca e sviluppo. Le stime per i prossimi anni, sulla base del Documento programmatico pluriennale per la Difesa 2016-2018, prevedono una riduzione del budget ad eccezione delle risorse destinate all Funzione sicurezza del territorio. Ciò potrebbe non avere effetti negativi in termini di efficacia e capacità, soprattutto in virtù della ridefinizione strategica prevista dal Libro Bianco, la cui attuazione tramite provvedimenti normativi è tuttavia ancora attesa dal comparto difesa.

Per le molteplici missioni internazionali, l’Italia ha speso nel 2015 più di 996 milioni di euro, per un personale di 5.521 unità. La spesa maggiore è destinata alle missioni nel Mediterraneo e Medio Oriente (Active Endeavour, Eunavfor med, Israele/Gaza, Eubam Rafah, Libia, Palestina, Cipro, Malta, Coalizione anti-Daesh, Croce Rossa Asia e Medio Oriente) in cui sono dispiegate 2.032 unità.

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