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Il Barone rosso

Di Alessandro Politi
In Columnist
20/07/2016
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Exit Britannia belloque incedit

Avevamo detto che se la Brexit riesce con un margine ristretto “c’è la speranza di un contro-referendum”, o una qualunque azione legittima d’imperio della politica su un referendum consultivo. “Se gli altri […] non cederanno alla sirena del nazionalismo, allora l’Europa emergerà più forte dalla crisi, altrimenti essa si sfalderà sotto l’urto di elettori sotto cocaina patriottarda” e “allora è il cataclisma di un’epoca”. Non è Cassandra, è la constatazione fattuale che il nazionalismo è stato l’ideologia più micidiale del xx secolo e lo sarà per il prossimo. Togliete la maschera delle dittature totalitarie o dei nazionalismi democratici e ritroverete le radicate pulsioni del nazionalismo e del razzismo più o meno ben celate. Guardate alle concrete violazioni dei diritti dell’uomo e sociali a favore di una fascia eletta e individuerete il nazionalismo fratellastro quasi siamese di un sano sentimento nazionale libertario e internazionalista.

Oggi è evidente l’ascesa del neonazionalismo nel mondo. È in contrasto con lo spirito Erasmus, figlio di un’Europa che credeva nel cosmopolitismo e non nella globalizzazione, ma è l’asso nella manica quando le promesse della mondializzazione si rivelano ingannevoli. Quando c’è un 1% ricchissimo e il 99% si arrabatta, allora il nazionalismo ha un preciso perché, tanto più che la Brexit non è avvenuta in un perduto regno, ma nel Paese più finanziarizzato al mondo insieme agli Usa. L’etichetta di populismo è ingannevole, si tratta del nazionalismo 3.0 per sedurre il popolo, tenerlo frammentato socialmente, ostile ai più deboli, ma selettivamente inquadrato dai più forti. Lo strazio di Emmanuel Chidi Namdi ne è un segnale, in un Paese che ama credersi privo di spirito nazionale, e nel mondo simili orrori gli fanno quotidianamente eco.

Prendete il nazionalismo, miscelatelo con la durezza della crisi economica globale, aggiungete capacità militari di buon livello, completate con classi dirigenti che hanno ammazzato l’alternanza con la trasversalità nella morte di qualunque grande sistema etico, e avrete nel giro di pochi lustri il cocktail della guerra. Non è inevitabile ma richiede duro lavoro politico di massa e d’élite, altrimenti… La tromba che annuncia la prossima guerra mondiale è suonata con la Brexit. Sarà la quinta dopo le due – la Guerra fredda e l’attuale Guerra finanziaria globale – e sarà tale da far piangere nelle tombe i reduci delle passate perché dotata di capacità d’annientamento selettivo di massa. What else?

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