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Piccole Grandi Imprese

Di Michela Della Maggesa
In Columnist
28/04/2014
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Pmi campane per il velivolo ipersonico europeo
Sono tre le piccole e medie imprese campane coinvolte, assieme al Centro italiano ricerche aerospaziali (Cira), nel progetto Hexafly-int (High-speed experimental fly vehicles – international), destinato allo sviluppo di un nuovo velivolo low cost, capace di volare a velocità ipersonica. Il dimostratore servirà ad andare incontro a quella che oramai viene considerata la nuova frontiera del trasporto aereo: viaggiare a 6mila chilometri all’ora a 35mila metri di altitudine, che significa ad esempio poter coprire in sole quattro ore la tratta Londra-Sydney, volando quasi fuori dall’atmosfera terrestre. Il proget- to, partito ad aprile di quest’anno, è finanziato dall’Agenzia spaziale europea (Esa) e dall’Unione europea, nell’ambito del 7° Programma quadro e coinvolge nei cinque anni della sua programmazione, un prestigioso e qualificato team di 18 partner, tra aziende, centri di ricerca e università. Il valore complessivo del progetto è di circa 26 milioni di euro e vede la partecipazione oltre che dell’Italia, di Russia, Brasile, Australia, Germania, Francia, Belgio e Regno Unito. Lo “spazio-plano”, che volerà da programma nel 2018, spinto da un vettore leggero tipo Vsb30 (che lo porterà a una quota di 100 chilometri per poi proseguire il volo in autonomia dopo lo sgancio dal vettore), sarà lungo circa tre metri e dovrà dimostrare la sua capacità di volare a Mach 7/8, a una quota operativa tra 27 e 33 chilometri, per almeno 7/15 secondi. Al Cira, anche sulla scorta delle riconosciute esperienze maturate nel programma Usv (Unmanned space vehicles), è stato assegnato il ruolo di “project engineer”, oltre alla responsabilità tecnica della progettazione aero-termodinamica, dell’analisi termica strutturale, della meccanica di volo, della progettazione del sistema di controllo di volo, nonché delle attività di Aiv/Ait del velivolo, la cui integrazione e assemblaggio finale saranno eseguiti a Capua. Grazie a questo progetto, che per la grande impresa vede la partecipazione di Airbus Group, le Pmi campane Marotta advanced technologies, Techno system e Techno system development potranno avere accesso a una progettualità europea di altissima visibilità e di elevato contenuto tecnologico. In particolare, le tre aziende coinvolte avranno modo di lavorare in un contesto internazionale di primissimo piano, che vedrà anche la partecipazione, oltre che del Cira, dei centri di ricerca europei come: Onera, Dlr e Von Karman. “Il programma – ha detto Lino Grosso, amministratore unico di Marotta advanced technologies – è un momento importante per tutti i partner del progetto, perché ci vedrà ai massimi livelli della ricerca aerospaziale internazionale”. Da sperimentare per l’Hexafly-Int, molti elementi-chiave per la ricerca aerospaziale, tra i quali: profili ipercritici, resistenza dei materiali alle alte temperature, comandi e controllo di assetto. A questo si aggiunge un altro importante obiettivo da perseguire: quello delle basse emissioni.

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