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Il rapporto Aeronautica Militare aviazione civile

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
18/04/2014
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In Italia viaggiano per via aerea gran parte delle merci pregiate e di valore che, da un punto di vista qualitativo corrispondono al 40% del totale delle merci movimentate. L’analisi del trasporto passeggeri evidenzia volumi ancora più impressionanti: il flusso in Europa è passato da 9 milioni nel 2009 a poco meno di 10 milioni nel 2011, con un tasso medio di crescita dell’1.4% ed una previsione a circa 11 milioni di voli per il 2019, pari ad una differenza del 14% rispetto al 2012. A livello mondiale la crescita è ancora più alta, indicando una tendenza degli operatori commerciali a un ricorso sempre maggiore del mezzo aereo.

Con questi numeri è palese l’importanza di un efficiente sistema di difesa aerea e del controllo dello spazio aereo, missione principale dell’Aeronautica Militare, che coordina l’impiego di tutti i mezzi che concorrono a questa attività – compresi quelli delle altre Forze Armate -, in sinergia con tutte le istituzioni dello Stato. “Tale missione – fa sapere l’Aeronautica, che ha trattato l’argomento in un recente convegno, unitamente agli altri attori coinvolti -, costituisce per il Paese il presupposto di sicurezza su cui far crescere il trasporto aereo e sviluppare l’aviazione civile”. In tale contesto la FA esplica una serie di ruoli istituzionali che la collocano in una posizione di primo piano tra gli stakeholders dello spazio aereo, tra cui il servizio meteorologico. Inoltre un ruolo esclusivo dell’Aeronautica, fondamentale e complementare allo sviluppo sinergico delle regole di volo per l’aviazione civile, è quello di regolatore della circolazione aerea militare, per il quale la Forza Armata si interfaccia con tutte le istituzioni ed autorità civili nazionali, quali il Mit, Enac, Enav e sovrannazionali, Commissione, Eurocontrol, Eda, Easa, per armonizzare le esigenze di spazio aereo in un’ottica di flessibilità (Flexible Use of Airspace), che tenga conto dei dettami regolamentari europei, per ottimizzare la limitata risorsa rappresentata dallo spazio aereo. Infine la FA svolge il ruolo di fornitore di servizi alla navigazione (SNA) sia per il traffico aereo operativo (OAT) sia per il traffico generale (GAT) che segue le regole Icao, europee e nazionali.

L’Aeronautica svolge i suoi compiti con 26 aeroporti militari, di cui 3 aperti al traffico commerciale (Pisa, Trapani, Grosseto), 5 aperti al traffico di aeroclub (Frosinone, Guidonia, Latina, Luni-Sarzana e Viterbo) e 10 aeroporti civili dove l’Aeronautica fornisce i SNA (Brindisi, Ciampino, Rimini, Treviso, Verona per la parte dei SNA aeroportuali), mentre per Siena, Comiso, Cagliari, Catania e Foggia limitatamente ai servizi di avvicinamento (APP). 27 torri di controllo; 6 controlli di avvicinamenti (Approach Control Units (APP) di cui 12 gestiti con sistema radar (RDR); 4 servizi di coordinamento e controllo (SCCAM) negli ACC civili per la gestione coordinata e condivisa del traffico operativo e dell’uso dello spazio aereo riservato alle esigenze militari in ambiente di regione. Nel 2013 in particolare la Forza Armata ha gestito circa 392.000 movimenti, pari a circa il 21% del traffico generale nazionale in sinergia con tutte organizzazioni interessate, in particolare Enav ed Enac.

Tra i progetti di collaborazione in atto, la costituzione di un dispositivo di “Interoperabilità sistemica Am-Enav-Enac civile-militare”, ovvero un centro di sviluppo per la creazione di una capacità che permetta di condurre operazioni in completa sintonia con il traffico aereo generale, riducendo al minimo l’impatto che eventuali crisi possono avere su quest’ultimo, ma anche la possbilità di intervenire per l’impiego coordinato e condiviso dello spazio aereo in particolari casi. . “Allo stato attuale – spiega il sottocapo di Stato Maggiore Aeronautica, generale Paolo Magro – non si dispone a livello nazionale ed internazionale di un meccanismo simile, capace di rispondere a questo genere di esigenze. I benefici attesi per il Paese potrebbero essere enormi anche in chiave di proiezione sovrannazionale”.

La “vocazione” degli aeroportuali militari alle possibili aperture all’aviazione civile è stabilita da un decreto del 2008, nel quale sono riepilogate le caratteristiche principali degli aeroporti militari e le condizioni di espansione all’aviazione civile, fatte salve le prioritarie esigenze di sicurezza e difesa. Gli aeroporti dichiarati allora non più di interesse primario per la Difesa, sono transitati al demanio civile. Sugli ultimi aeroporti passati al demanio civile è, tutt’ora in atto il passaggio dei servizi alla navigazione all’Enav. In particolare, passeranno al demanio civile Verona e Ciampino entro giugno 2014, mentre Treviso, Rimini e Brindisi entro il 2016. La necessità di riorganizzazione dello strumento militare in chiave contenitiva apre, in questo delicato settore, nuove opportunità, “ma – fa sapere la Forza Armata – anche nuovi rischi”. Avviate le procedure per Pantelleria, dove l’AM ha interesse a mantenere alcuni equipaggiamenti per la comunicazione e capacità meteo è stata data disponibilità a nuove collaborazioni per Pisa e Amendola, dove è stato avviato uno studio per la disponibilità in via sperimentale di supporto al territorio, attraverso l’utilizzo delle infrastrutture della base foggiana per l’atterraggio e il decollo di vettori civili, in attesa che vengano completate le opere dello scalo civile “Gino Lisa” di Foggia e si apra un “tavolo di concertazione” con le Istituzioni del territorio. Un caso particolare merita poi Grottaglie, per il quale è in atto un importante piano di valorizzazione per lo sviluppo di capacità industriali aeronautiche con la disponibilità dell’AM a supportare le esigenze di organizzazione dello spazio aereo e la fornitura dei servizi alla navigazione.

Per quanto concerne i rapporti con le società di gestione aeroportuali è in fase di studio la stipula di convenzioni con i gestori, secondo i principi di proporzionalità e di libera circolazione di beni e servizi. In particolare la prima proposta interesserà gli aeroporti di Grosseto e Trapani, per poi estendersi a tutte le realtà del demanio aeronautico, in ragione di un approccio flessibile adeguato alle esigenze locali, che l’AM intende presidiare. Passando alla safety e alla security invece, collegate all’aviazione generale e al VDS, va osservato che mentre da un lato la FA è sempre stata aperta a favorirne lo sviluppo, anche attraverso la riorganizzazione degli spazi aerei, “le particolari modalità con le quali queste tipologie di aviazioni operano pongono all’AM due significative sfide. La sorveglianza dello spazio aereo risente delle difficoltà connesse alla esatta localizzazione e tracciamento del volo, in particolare per gli apparecchi VDS che, sebbene le recenti normative abbiano parzialmente dotato di apparati di comunicazione T/B/T (VDS evoluti), per la maggior parte restano sprovvisti di apparecchiature idonee”. “Questa situazione si unisce alle limitazioni tecniche degli apparati radar a bassa quota, creando aree di rischio per la sicurezza. Parimenti nuove tecnologie a bordo degli aeromobili di imminente larga utilizzazione, come l’ADS-B, se da un lato facilitano lo scopo dell’identificazione, dall’altro aprono nuove forme di rischi legate all’uso corretto dell’apparato, che necessita di una compartecipazione attiva dell’equipaggio dell’aeromobile e pone quesiti ancora da risolvere sulla visibilità indiscriminata delle informazioni per gli aeromobili di Stato (info broadcasted)”.
In materia di safety, invece, un articolato Sistema di Gestione della Sicurezza è attivo in FA sin dal 2008, in analogia ai dettami europei. Le direttrici con cui il sistema SMS garantisce un funzionamento equilibrato sono: un programma di “Safety Achievement” che preveda obiettivi chiari e raggiungibili per addivenire ad un desiderato livello di sicurezza, un programma di “Safety Assurance” per il mantenimento del livello raggiunto e un programma di “Safety Promotion” per la sensibilizzazione e promozione della sicurezza a tutti i livelli. L’organizzazione combinata di queste tre modalità di prevenzione permette di isolare due principali fattori di rischio correlabili all’aviazione civile e al VDS: violazioni di spazi aerei controllati: eventi di pericolo a fattore ATM (inefficienze di sistemi radio, di navigazione di terra e di bordo come la perdita o assenza del contatto radio T/B/T e equipaggiamenti idonei alla localizzazione e identificazione). L’impegno della FA è quindi focalizzato sulla revisione di tutti i piani di prevenzione per questa area, con particolare enfasi sulla promozione ad ogni livello di nuove misure di “maggiore educazione auspicabilmente obbligatoria certificabile per i VDS; maggior ricorso ad equipaggiamenti di bordo in grado di permettere la localizzazione del velivolo”.

 

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