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Il Personaggio

Di Chiara Rossi
In Columnist
22/06/2016
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Il pilota è donna, signori passeggeri!

Fiorenza De Bernardi, prima donna pilota commerciale italiana

Fiorenza De Bernardi, prima donna pilota commerciale italiana

Per il loro settimo raduno a inizio giugno, si sono trovate presso l’aviosuperficie di Caposile. Stiamo parlando delle donne pilota, che amano il volo e che lavorano nel mondo aeronautico, tutte membri dell’Associazione donne dell’aria (Ada), capitanate dal comandante Fiorenza de Bernardi. Non poteva non averla creata lei l’Associazione pilote italiane (Api), poi diventata Ada, la prima pilota commerciale italiana. Classe 1928, figlia unica della leggenda dell’aviazione italiana Mario de Bernardi, famoso pilota membro della Squadriglia di Baracca. Fin da ragazza, Fiorenza è sempre stata libera nelle sue scelte: “Mio padre non mi ha mai spinto a volare, infatti dicevo sempre che avrei aperto una baita sui monti e venduto salsicce una volta terminati gli studi, per me c’era soltanto la montagna”. Poi un giorno a Guidonia un amico di suo padre, dal finestrino di un S 79 in decollo le chiese se avesse voluto provare… dopo quel volo non è scesa più. Nel 1951 ottiene il primo brevetto a cui seguono quello per il volo a vela, il commerciale e l’abilitazione al volo strumentale. Partecipa a eventi di volo sportivo, gare e diventa copilota di Robert Goemans, rappresentante in Europa e Africa della Piper. Dopo anni passati a volare da sportiva, decide di farne una carriera: nel 1967 entra all’Aeralpi, diventando la prima donna pilota commerciale in Italia, e vola con velivoli Skyvan e Twin Otter turboelica, anche per conto di Alitalia.

Molte battaglie, ma la guerra è vinta: “Sono riuscita a essere la prima donna pilota di linea italiana e la quarta nel mondo in un’epoca in cui le donne non erano ben volute sul lavoro”. “Neanche buongiorno mi dicevano” appena arrivata in ufficio – ricorda de Bernardi – finché non ha trovato il modo di farsi ben volere dai compagni uomini, non abituati a una donna come collega. Se farsi accettare dai colleghi era una sfida, non da meno era fare altrettanto con i passeggeri: a una sua collega francese un signore, capito che a guidare l’aero sarebbe stato un pilota del gentil sesso, iniziò a gridare “Voglio scendere dall’aereo”. “Resti pure seduto al suo posto, scendo io” – gli ha risposto di rimando la pilota – “il mio collega uomo ha 2mila ore in meno di volo rispetto a me in compenso indossa i pantaloni”. Trentacinque anni degli 88 della sua vita trascorsi in aria fino a quel terribile incidente in auto nel 1985 rientrando da Rieti, dove aveva assistito ai mondiali di volo a vela. “Finita sott’acqua, fuoco a bordo, piantata con il motore e mai un graffio, con quel fatidico incidente in macchina invece nove mesi in ospedale, 34 fratture e non sono ancora guarita del tutto”. Le donne pilota costituiscono oggi una piccola percentuale rispetto al totale, ma di sicuro troveranno la strada dei cieli un po’ più spianata grazie alla comandante Fiorenza de Bernardi.

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