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Commessa Qatar, Pinotti: “Ha vinto il sistema Paese”

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
17/06/2016
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A pochi mesi dalla firma del contratto con il Kuwait per la fornitura al Paese in modalità governo-governo di 28 caccia Eurofighter, la Difesa italiana ha firmato un Memorandum of Understanding (MoU) per la cooperazione nel settore navale tra Italia e Qatar, a cui si sono aggiunti contratti con Fincantieri e MBDA Italia per circa 5 miliardi di euro. Nei fatti la maggiore commessa mai sottoscritta dall’industria della difesa italiana. La firma del MoU è stata apposta ieri in via XX Settembre dal ministro Roberta Pinotti e dal ministro per gli Affari della Difesa del Qatar, Khalid bin Muhammad Al-Attiyah, mentre Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri ha firmato con la Marina un contratto del valore di 3,8 miliardi di euro per 7 navi di nuova generazione: 4 corvette multiruolo, 2 pattugliatori OPV (Offshore Patrol Vessel) e una nave anfibia LPD (Landing Platform Dock), oltre a supporto al prodotto per 15 anni. Antonio Perfetti, managing director MBDA Italia e executive group director sales & business development MBDA, ha firmato infine una lettera di intenti per fornire capacità operative alle nuove unità navali del Qatar, per circa un miliardo di euro. Il contratto vero e proprio è atteso tra poche settimane.

L’accordo, “un gran lavoro di squadra”, questo il commento di tutti, è stato raggiunto in tempi rapidissimi, come confermato anche dal ministro del Qatar,  grazie al fatto – ha spiegato a margine della firma, il ministro della Difesa Pinotti – che l’Italia si è mossa come sistema Paese. “Oggi non c’è solo bisogno dei sistemi d’arma. Questi Paesi, più giovani di noi nel settore della difesa, necessitano di capire come gestirli. Inoltre, in questo momento con Isis c’è un senso di pericolo condiviso e la nostra formula, basata sul fornire non solo le pregevoli capacità tecnologiche offerte dall’industria nazionale, ma anche il sostegno del governo, che mette a disposizione in questo caso le capacità della Marina nella loro formazione, è risultata vincente”. “Già in passato – ha spiegato il ministro – si sono creati legami attraverso la formazione e molti Paesi sono interessati alla nostra produzione industriale di altissimo livello e al nostro sistema difesa, in grado di promuovere formazione e capacità”.

Anche la modalità governo-governo, prima inesistente in Italia, ha contribuito al raggiungimento del risultato. “Si tratta di uno strumento nuovo che favorisce la sinergia tra tutti gli attori coinvolti e assicura trasparenza in operazioni finanziariamente rilevanti. Nel gov-to-gov è il governo a fare da garante”. Ha detto Roberta Pinotti, spiegando che la stessa modalità ha funzionato anche con gli Eurofighter in Kuwait.  Secondo la Difesa anche la legge navale per il rinnovo della flotta della Marina militare italiana ha aiutato Fincantieri e le altre aziende coinvolte a battere la concorrenza, pur trattandosi di navi differenti da quelle che entreranno in linea con la nostra Marina. “Il fatto che l’Italia abbia varato una legge di ammodernamento delle navi della Marina militare significa che il governo ha fiducia nelle proprie aziende e anche questo è un modo per presentarsi all’estero”.

Tutte le unità navali ordinate dal Qatar saranno costruite in Italia nei cantieri del gruppo, che ha battuto la concorrenza francese, a partire dal 2018. La commessa assicurerà a Fincantieri – che ha conosciuto in passato un forte momento di crisi legato a minori commesse nel settore militare – 8 anni di lavoro, “a tutti i cantieri, civili e militari”, ha annunciato ieri Giuseppe Bono e il mantenimento dei posti di lavoro. “Fincantieri ha prevalso su altri costruttori di navi militari grazie ad un progetto di qualità, innovativo e ad un sistema Italia finalmente all’altezza delle ambizioni delle aziende nazionali”. Ha aggiunto l’amministratore delegato. “Questo contratto, importante sotto tutti i punti di vista, siamo diventati oramai un partner strategico del Qatar, potrà essere preso a modello”.

Grande successo anche per MBDA Italia, che sta finalizzando i dettagli minori dell’accordo. “La scelta operata dal Qatar offre l’opportunità di aumentare il portafoglio ordini dell’azienda ed apre le porte a nuove opportunità di business nel Paese”. Ha detto Antonio Perfetti. In Qatar, con cui l’industria della difesa nazionale collabora nel suo complesso da anni, MBDA Italia ha infatti altre interessanti prospettive. “Al salone Dimdex – ha ricordato Perfetti – si parlava della difesa costiera del Paese, che ha un altrettanto interessante contenuto tecnologico, addirittura superiore per gli aspetti legati al Marte ER”. Nessun particolare sul tipo di sistemi che MBDA Italia fornirà alla Marina del Qatar. “Si tratterà – ha spiegato il responsabile – di soluzioni di difesa aerea a medio e lungo raggio, basate principalmente sull’Aster”. “Siamo pronti a sostenere tutte le discussioni tecniche e contrattuali, aspettiamo di essere convocati”. Ha detto invece Perfetti, a proposito della possibilità di equipaggiare gli EFA del Kuwait.

I sistemi e i sensori navali per le 7 nuove navi della Qatar Emiri Naval Forces saranno forniti da Leonardo-Finmeccanica. Per il gruppo di piazza Montegrappa la commessa vale circa un terzo del totale, esclusa la parte MBDA, dove Leonardo ha il 25%. “In particolare – ha detto Lorenzo Mariani, capo divisione elettronica per la difesa terrestre e navale di Leonardo –, forniremo a Fincantieri il sistema di combattimento integrato per tutte le navi. Sistemi costituiti da sensori radar e dalla parte comando e controllo, integrando la parte missilistica di MBDA”. Mariani ha poi spiegato che alcune delle componenti, ampiamente testate sulle navi della Marina italiana, rappresentano lo stato dell’arte in termini di prestazioni. “Contiamo che il contratto – ha concluso il responsabile – faccia da eco anche per altri utenti dell’area”. Anche in questo caso la fornitura comprende attività di supporto logistico integrato di lungo periodo. Leonardo collabora da oltre 20 anni con il Qatar, a cui ha fornito il sistema di controllo e gestione del traffico aereo del nuovo aeroporto internazionale di Doha, elicotteri, sistemi di difesa per la sicurezza delle acque territoriali. Recentemente, inoltre, è diventato esecutivo il contratto firmato nel 2015 per la fornitura alle Forze Armate del Qatar del sistema radar per la sorveglianza e la difesa aerea.

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