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Cyber security, la Difesa come paradigma di riferimento

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
09/06/2016
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La Digital Transformation porta con sé cambiamenti tecnologici, culturali, organizzativi, che impattano non solo su utenti e imprese, ma anche sul mondo della Difesa e delle relazioni internazionali. Il cyber spazio – complice l’assenza di regole internazionali – , si configura sempre più come un terreno di confronto tra Stati, nel quale il ruolo del decisore politico è fondamentale.
In questo contesto culturale, Luiss Business School ha deciso di lanciare una serie di progetti di ricerca sviluppati in partnership con Ibm ed Ey al fine di investigare, in una prospettiva interdisciplinare e con un’ottica orientata al business, l’impatto delle nuove tecnologie sui modelli di business e sui processi organizzativi.
Uno di questi – spiega una nota – ha provato a identificare, attraverso interviste mirate, le azioni prioritarie che dovrebbero essere messe in atto sia sul piano legislativo sia organizzativo e tecnologico, per rendere più efficaci le politiche italiane di cyber difesa. Tra i principali key point emersi durante i primi colloqui con stakeholder, sia del settore pubblico sia privato, è emerso che: sarebbe auspicabile una razionalizzazione e ottimizzazione dei tavoli strategici sulla sicurezza cibernetica sul piano nazionale e che l’architettura cyber istituzionale attraverso una norma primaria; gli operatori delle infrastrutture critiche sono molto sensibili al tema della cyber security; il fattore umano riveste un elemento cruciale sia in termini organizzativi che quale elemento di vulnerabilità della struttura.
Proprio sulla Cyber difesa – tema chiave della sicurezza cibernetica nazionale ed elemento della Digital Transformation -, si è incentrato l’evento dell’8 giugno organizzato dalla Luiss Business School in partnership con Ibm. La serata si è svolta presso la Sala delle Colonne di Viale Pola e ha visto intervenire tra gli speaker la professoressa Nazli Choucri del Mit (Massachusetts Institute of Technology), autrice del best seller “Cyberpolitics in international relations”, e il ministro della Difesa Roberta Pinotti.
“La trasformazione digitale di aziende e Amministrazioni è oggi una necessità imprescindibile affinché il nostro Paese possa giocare un ruolo di leadership nel panorama internazionale”, ha dichiarato Francesco Stronati, vicepresidente settore pubblico Ibm Italia. “La digitalizzazione come progresso dell’intera comunità deve avvenire in un ambiente sicuro, rispettoso della privacy dei cittadini e attraverso una continua collaborazione tra imprese, mondo pubblico e accademia. In questo contesto si inquadra la collaborazione tra Ibm e la Luiss Business School sulle tematiche digitali e di sicurezza”.
Le nuove tecnologie e la digital transformation – prosegue il comunicato – stanno cambiando il mondo in cui viviamo in maniera radicale. “Questa iniziativa, che nasce all’interno del nostro centro di ricerca in Business Transformation, conferma la volontà della Luiss Business School di diventare un luogo di confronto e condivisione tra mondo pubblico e privato proprio su questo tema. Per sfruttare al massimo il potenziale di queste nuove tecnologie occorre che mondo pubblico e privato facciano sistema” ha dichiarato Paolo Boccardelli, direttore della Luiss Business School, che ha aggiunto: “intendiamo fare la nostra parte nel muovere il Paese verso uno stadio di sviluppo in cui le nuove tecnologie liberino tutto il loro potenziale, attraverso ricerche e programmi di formazione che possano equipaggiare la futura classe dirigente con quella sensibilità e quelle competenze fondamentali per poter leggere e dominare i trend tecnologici in un’ottica di business. Il nostro impegno nell’investigare gli impatti delle nuove tecnologie sul business è peraltro uno dei punti cardine sulla base dei quali la Luiss Business School ha ricevuto la certificazione Equis”.

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