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La Nasa, l’Italia e l’industria verso Marte

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
09/06/2016
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Si è tenuto ieri l’evento organizzato da Airpress in collaborazione con l’ambasciata Usa a Roma, dedicato alle prospettive spaziali della Nasa e alla partnership con il settore industriale, anche nostrano. Ospite d’onore è stata Ellen Renee Stofan, chief scientist della Nasa. A conversare con lei erano presenti tra gli altri il portavoce del presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) Andrea Zanini, l’amministratore delegato di Telespazio Luigi Pasquali e il vice presidente domain exploration and science di Thales Alenia Space Italia Walter Cugno. Sono intervenuti al seminario ospitato dal Montecitorio Meeting Center numerosi esperti, tra cui Marcello Onofri, professore di propulsione aerospaziale presso la Sapienza Università di Roma e presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio (Ctna), Paolo Gaudenzi, direttore del Master professionale in satelliti e piattaforme orbitali presso la Sapienza, Paolo Puri, consigliere militare aggiunto del Presidente del consiglio, e la professoressa Maria Chiara Carrozza, dell’Intergruppo parlamentare e già ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca.

Nel discorso di apertura, Ellen Stofan ha presentato i progetti in corso e le future prospettive della Nasa per i viaggi verso Marte, compresi i possibili scenari per un’esplorazione umana del Pianeta rosso. Prima di tutto, la Stofan ha voluto ricordare “la lunga partnership con l’Italia, con cui la Nasa è legata da lungo tempo” e che la veda ancora impegnata in moltissime missioni di cui l’agenzia spaziale americana è leader. Secondo il responsabile scientifico, la priorità per la Nasa resta Marte, iniziando dagli studi sulla “storia dell’acqua sul Pianeta rosso”, fino “all’invio dell’uomo nei primi anni del decennio 2030”, ha detto Ellen Stofan. Curiosity – che ha recentemente presentato i risultati dell’analisi sui pattern ambientali e stagionali di Marte – e tra poco l’europea ExoMars, sono passi importanti di questo lungo percorso che sta avvicinando l’uomo al Pianeta rosso. A ciò si aggiungeranno altre missioni Nasa, tra cui in particolare Mars 2020 (con l’invio di un rover avanzato) e Mars Orbiter prevista per il 2022. Difatti, per raggiungere quest’obiettivo, è necessario sviluppare un architettura che la stessa Stofan ha definito “resiliente”, cioè capace di adattare una progettazione di lungo periodo ai cambiamenti tecnologici, politici, e di risorse che inevitabilmente ci saranno. Il tutto in una partnership industriale che coinvolga direttamente il settore privato e che permetta di ricercare e sviluppare tutti quelle componenti che risultano necessarie per un viaggio che, dotato di un equipaggio, non può assolutamente fallire.

“Il viaggio verso Marte passa attraverso la Stazione spaziale internazionale (Iss)”, ha detto la Stofan. Ed è per questo che “Stati Uniti, Russia e Giappone hanno già deciso di estenderne l’attività almeno fino al 2024, mentre l’Agenzia spaziale europea (Esa) deciderà nella prossima ministeriale a dicembre”, ha spiegato il vertice scientifico della Nasa. Sicuramente, per realizzare queste strategie spaziali, tra cui la Stofan non dimentica gli altri meandri dello spazio profondo (i satelliti di Giove e Saturno soprattutto) sono necessari investimenti importanti che, come dimostra la storia dell’esplorazione spaziale, hanno sempre avuto un ritorno considerevole sull’economia terrestre. “Investire nello spazio significa investire in tecnologie, posti di lavoro, e futuro”, ha ribadito la Stofan, mostrano i dati dei positivi ritorni delle tecnologie Nasa sulla Terra. Incalzata da Andrea Zanini, portavoce del presidente dell’Asi, Ellen Stofan ha parlato anche di SpaceX e delle recenti dichiarazioni di Elon Musk sull’invio di un equipaggio su Marte nel 2024. Per il capo scientifico della Nasa, “anche SpaceX avrà bisogno di aiuto; l’obiettivo presenta un rischio di fallimento ancora molto elevato, per cui è essenziale una collaborazione internazionale che la stessa Nasa persegue con i propri partner”.

Luigi Pasquali, amministratore delegato di Telespazio (joint venture tra Leonardo-Finmeccanica 67% e Thales 33%), ha sottolineato “il contributo diretto del comparto industriale” in tutte le missioni verso Marte che, ha detto Pasquali “resta il main focus dell’esplorazione spaziale”. Parallelamente però, “stiamo lavorando su altre destinazioni, tra cui Mercurio con la missione BepiColombo, che prende il nome di uno scienziato italiano e di cui l’Italia va particolarmente orgogliosa”, ha detto l’amministratore delegato di uno dei maggiori operatori europei nel campo dei servizi satellitari.

Walter Cugno, vice presidente domain exploration and science di Thales Alenia Space Italia (joint venture tra Leonardo-Finmeccanica 33% e Thales 67%) ha ricordato la partecipazione dell’industria italiana a moltissime missioni spaziali: “su 135 missioni Nasa, 63 hanno utilizzato hardware e sistemi sviluppati da Thales Alenia Space”. Oltre alle destinazioni dell’esplorazione spaziale, che comprendono oltre a Marte quasi tutti i pianeti del Sistema solare (Terra compresa) si lavora molto sulla reusability dei veicoli spaziali. “Con l’expertise di IXV, vogliamo sviluppare un veicolo di ritorno riutilizzabile”, essenziale anche per l’esplorazione umana di Marte.

Paolo Puri, consigliere militare aggiunto del Presidente del consiglio, ha assicurato il pieno supporto del Governo italiano al prolungamento dell’attività dell’Iss e all’esplorazione di Marte, “priorità della strategia della nostra politica spaziale”, ha detto Puri.

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