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Torna alto l’interesse per il MEADS, atteso per fine anno il contratto con la Germania

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
06/06/2016
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“Penso che anche l’Italia alla fine si doterà del MEADS (Medium Extended Air Defence System, ndr) o di alcune sue componenti. L’Italia ha investito molto sul programma ed ha interesse per questo sistema, anche se in questo momento ci sono problemi legati al budget della difesa”. A dirlo a Berlino, in occasione del salone aerospaziale tedesco ILA, Thomas Homberg, managing director di MBDA Germania, spiegando che attorno al sistema antiaereo sviluppato dal gruppo missilistico europeo assieme a Lockheed Martin, c’è in questo momento un rinnovato interesse da parte di diversi Paesi. Prima tra tutti la Germania, che lo ha scelto come base del suo TLVS (Tactical Air Defence Systems) nel 2015, un anno dopo il completamento della fase di sviluppo del MEADS da parte di Italia, Stati Uniti e Germania, costata circa 4 miliardi di dollari, e il ritiro statunitense dal programma.

“In Germania pensiamo di arrivare ad un contratto già entro la fine dell’anno”. Ha detto Homberg, dichiarandosi molto fiducioso sulla questione, anche vista la decisione di Berlino di aumentare il budget nazionale destinato alla difesa, anche a seguito del maggior impegno nelle missioni internazionali. “La decisione – ha aggiunto il responsabile – spetta ora al Parlamento. Noi (Mbda Germania ha ricevuto una Request for Proposal dalla difesa tedesca per completare lo sviluppo del TLVS a febbraio scorso, ndr) stiamo lavorando per sottoporre entro luglio una proposta finale, che ci auguriamo venga approvata prima della fine del 2016”. In caso di esito positivo, si procederà all’integrazione nel lanciatore del secondo missile, l’Iris-T, per poi passare alla fase di sviluppo, quantificata in 5 anni. La piena operatività è al momento prevista nel 2022.

La configurazione tedesca comprende un centro di controllo operativo, un radar multifunzione, un generatore e lanciatori per missili PAC-3 MSE di Lockheed Martin e Iris-T di Diehl.  La difesa tedesca – spiegano a Berlino – necessità di un sistema estremamente flessibile, ad architettura aperta, in grado di integrare qualsiasi payload o sensore futuro, vuole capacità plug and fight ed una soluzione ad alta mobilità. “Il MEADS è la soluzione ideale per le Forze Armate tedesche, anche in virtù del fatto che necessita di un minor numero di militari per la sua gestione, con evidenti benefici in termini operativi ed una consistente riduzione nei costi”.

“Il TLVS/MEADS rappresenta la prossima generazione dei sistemi terrestri per la difesa aerea”. Ha detto ancora  Thomas Homberg. “Offre una copertura a 360°, un’interoperabilità con i sistemi alleati senza precedenti e le sue funzionalità sono state già testate durante alcune esercitazioni con tiri reali”. “L’interesse suscitato è andato oltre le nostre aspettative”. Ha aggiunto Rick Edwards, executive vice president Lockheed Martin Missiles and Fire Control. “I Paesi che hanno scelto soluzioni alternative stanno rivedendo le proprie decisioni e questo grazie anche a quanto fatto dalla Germania”.

Attorno al sistema tedesco, esibito con due prototipi per la prima volta da MBDA, Bundeswehr e Diehl Defense, c’è dunque grande intesse. All’ILA, in particolare, una delegazione polacca ha ricevuto un briefing, così come una ventina di rappresentanti del governo turco, che hanno discusso del sistema, ma non sono stati i soli, direttamente con ufficiali delle Forze Armate tedesche. “La Polonia – ha detto Homberg – ha un nuovo governo e deve rivalutare le scelte riguardanti la difesa aerea. Con la Polonia, così come con altri potenziali clienti, vogliamo puntare a stabilire una partnership di lungo periodo, basata sia sul trasferimento tecnologico, che sarà significativo, vista la possibilità di avere un secondo missile indigeno, sia sul coinvolgimento dell’industria nazionale”.

Discorso simile per la Turchia, alla ricerca di una soluzione missilistica domestica, dopo aver sospeso la gara per il programma di difesa nazionale contro missili balistici T-Loramids, inizialmente vinta dai cinesi. “Lockheed Martin è già molto attiva in Turchia – ha spiegato Rick Edwards-, e sta già lavorando da tempo con la società turca Roketsan per la produzione di missili destinati al caccia F-35”. Ma l’interesse sembra andare oltre. “L’Ungheria è interessata al MEADS, così come la Romania e i Paesi Bassi, che necessitano, pur in presenza di budget limitati, di sistemi di difesa aerea. Inoltre anche se non dirò quale, vista la situazione internazionale, un Paese del Medio Oriente ha mostrato interesse, a cui si aggiunge la regione del Pacifico”. E dal Medio Oriente buone notizie per MBDA (37,5% Airbus Group, 37,5% BAE Systems e 25% Leonardo-Finmeccanica) potrebbero arrivare presto anche dal programma Eurofighter. La società sta infatti lavorando per raggiungere un accordo riguardo l’equipaggiamento dei 28 caccia, oggetto del recente contratto firmato da Finmeccanica con il Kuwait. I Typhoon potrebbero infatti montare missili Marte ER, Brimstone, Storm Shadow, Iris-T e Meteor, ovvero la configurazione dell’Italia, che ha la responsabilità della campagna.

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