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Il personaggio

Di Chiara Rossi
In Columnist
19/05/2016
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Soldato Jane va alla guerra

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Kristen Griest, capitano dell’Us Army

 

Una squadra in prima linea guidata da una donna. Inizia così la svolta dell’Esercito americano dopo che il Pentagono ha approvato la nomina di Kristen Griest a capo di un’unità di combattimento sul campo, ponendo fine a secoli di tradizione che riservavano questo privilegio ai soli uomini. Il capitano Griest, classe ’89, aveva già fatto la storia il 20 agosto, diventando una delle prime donne a qualificarsi come un Army Ranger, titolo conseguito presso la Ranger School di Fort Benning, in Georgia, famosa scuola militare che forma l’élite delle forze speciali. Insieme a lei la collega Shaye Haver, che si ferma però al grado di tenente. Una terza soldatessa, maggiore Lisa Jaster, si è laureata soltanto due mesi più tardi. La rivoluzione rosa delle Forze armate americane era iniziata lo scorso 3 dicembre, quando il segretario della Difesa Ashton Carter ha dichiarato, in uno storico annuncio, che tutti i ruoli di combattimento militari sarebbero stati aperti alle donne, comprese le unità più dure e d’élite come Navy Seals e la fanteria dei Marine corps.

“Per diventare la forza del futuro, i militari devono attingere dal più ampio bacino possibile di talento – aveva rimarcato Carter – e questo bacino comprende le donne, che costituiscono più della metà della popolazione. Senza eccezioni”. Capt Griest, cresciuta nel Connecticut, frequenta l’accademia militare di West Point fino al diploma di ufficiale nel 2011. Da allora ha mantenuto un basso profilo, schiva l’attenzione dei media e rifiuta interviste, ma iniziano a comparire decine di profili falsi sui social media a suo nome.

“Spero che con le nostre prestazioni presso la Ranger School siamo state in grado di dimostrare ciò che ci si può aspettare dalle donne nelle Forze armate”, aveva detto Kristen Griest la scorsa estate. “Siamo in grado di gestire le cose fisicamente e mentalmente allo stesso livello degli uomini”. Il suo nuovo ruolo le permetterà dunque di condurre soldati di entrambi i sessi in battaglia, uno degli ultimi bastioni dell’esercito fino ad allora off limits per le donne. Il soffitto di vetro sta per essere infranto.

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