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ExoMars: rinviata al 2020 la seconda missione

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
02/05/2016
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Dopo il successo del lancio del 14 marzo della prima parte della missione, l’Agenzia spaziale europea (Esa) e l’Agenzia spaziale federale russa (Roscomos) hanno posticipato la partenza della seconda parte della missione verso il pianeta rosso: il lancio avverrà nel 2020 e non più nel 2018 come previsto.

Il Tiger Team, gruppo di lavoro che riunisce le industrie russe ed europee oltre ai membri delle due agenzie spaziali, ha prodotto il suo report finale, presentando i risultati di un’incessante attività di consultazione al Joint ExoMars Steering Board (Jesb) a Mosca. Le attività del Tiger Team e del Jesb hanno portato a prendere la difficile decisione: posticipare il lancio al 2020 per garantire il pieno successo della missione. Considerando il report del Tiger Team e le raccomandazioni del Jesb, Johann-Dietrich Woerner, direttore generale dell’Esa, e Igor Komarov, direttore generale di Roscosmos, hanno deciso di comune accordo di spostare la finestra di lancio a luglio 2020 e di promuovere un rafforzamento della cooperazione e del dialogo con i contractor industriali al fine di stabilire la nuova tabella di marcia. I vertici Esa e Roscosmos, “tenendo conto dei ritardi nelle attività e nelle consegne dei payload scientifico-industriali europei e russi, hanno stabilito che un lancio nel 2020 sarebbe la soluzione migliore”, si legga nel comunicato dell’Esa.

La prima missione, partita con successo dalla stazione russa di Baikonur in Kazakistan poco più di due settimane fa, arriverà su Marte a ottobre, con la sonda Trace gas orbiter (Tgo), destinata a restare nell’orbita del pianeta per effettuare indagini circa la presenza di metano e altri gas nell’atmosfera, e con il modulo di discesa Schiaparelli, a leadership italiana, destinato invece ad atterrare sulla superficie. Nella seconda parte di ExoMars, inizialmente prevista per maggio 2018 e ora posticipata al 2020, l’obiettivo sarà portare sul pianeta rosso una piattaforma di superficie stazionaria russa e un rover europeo in grado di muoversi ad ampio spettro e di penetrare e analizzare il suolo del pianeta.

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