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Aspetti operativi della missione “Sistema Paese in Movimento”, parla Treu

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
09/04/2014
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Civitavecchia – La missione del 30° Gruppo Navale, appena conclusa, era mirata al raggiugimento di diversi obiettivi, compreso l’addestramento, per il quale è stato possibile beneficiare della disponibilità di un numero adeguato di assetti e di componenti diversificate, ovvero 4 navi, di cui 2 – Cavour e Bergamini, che componevano il gruppo assieme a Etna e Borsini – di nuova generazione, aeromobili di tutte le tipologie in uso alla Marina Militare, tra cui gli AV8B Plus e gli elicotteri EH101, AB212, oltre al nuovo SH-90A. “Avevamo una missione molto complessa e articolata da portare avanti”. Ha detto il comandante del 30° Gruppo Navale, ammiraglio di divisione Paolo Treu. “In qualità di Forza Armata abbiamo il compito di fare tutte le attività previste, sia l’attività addestrativa vera e propria, sia quella interna alle 4 unità navali. La configurazione, molto eterogenea, ci ha dato notevoli potenzialità in questo ambito, grazie alla portaerei, all’unità di rifornimento, alla fregata di ultimo tipo e al pattugliatore, un’unità quest’ultima molto interessante da integrare nel dispositivo”.

Le esercitazioni con le altre Marine

Durante la missione “Il Sistema Paese in Movimento” sono state effettuate esercitazioni con le Marine di Australia, Gran Bretagna, Francia, Spagna e Stati Uniti, che hanno consentito alla Forza Armata di addestrarsi nei contesti più avanzati, allo scopo di sviluppare l’interoperabilità e l’integrazione degli assetti, anche nell’ottica di un eventuale impiego con altre Marine.  “Decisamente di livello è stato quanto fatto con la portaerei americana Truman e con la francese “Charles De Gaulle”, che si trovavano nelle stesse acque (Oceano Indiano, ndr). A questo si aggiunge  l’attività portata avanti con la Spagna e precisamente con la portaerei “Juan Carlos I”, che di fatto è diventata la loro portaerei, dopo il ritiro del “Principe De Asturias”. La nave  – ha spiegato Treu – è uscita apposta per fare attività con noi e si è unita alla nostra iniziativa “Stovl carrier training inititive”, mirata alla razionalizzazione dell’impiego dei mezzi Stovl sulle portaerei. I nostri aerei sono stati sul loro ponte di volo e siamo riusciti anche fare attività di cross con i nostri elicotteri”.

Capacity building

Il 30° Gruppo Navale ha svolto anche attività più semplici con le Marine dei Paesi toccati dal percorso. “Abbiamo eseguito – ha detto il comandante – attività di capacity building nei confronti delle Marine visitate. Ci sono delle Marine molto piccole, come quella del Mozambico, composta da 200 persone, con cui stiamo cooperando splendidamente. Dal 1 febbraio, ad esempio, il Borsini, è in Mozambico e ci starà fino al 15 aprile”.  “Questi Paesi –  ha spiegato Treu – stanno scoprendo sempre più risorse sul mare. In passato hanno sempre trascurato le loro Marine, perchè impegnati sul fronte terrestre. Adesso però si trovano un fianco scoperto e stanno cercando di recuperare alla svelta. Il nostro compito – ha concluso Treu – è quello di indirizzarli  con grande onestà, facendogli semplicemente vedere cosa noi siamo in grado di fare”.

Il Garibaldi e l’Angola

Quanto all’Angola e alle voci di un suo possibile interesse riguardo il Garibaldi della MM, l’ammiraglio Treu ha dichiarato: “L’Angola è una barzelletta, sul Garibaldi volendo ci si mettono 800 persone e una Marina come quella dell’Angola, che dispone al massimo 2.000 operativi, non è certo in grado di sostenerla”. La Marina ha infine spiegato il comandante, a proposito della volontà della Forza Armate di vendere comunque la nave “ha un forte bisogno di assetti, a fronte di tutto quello che è chiamata a fare. Quindi se non del Garibaldi, avrà bisogno di una nave analoga, ma nuova. Anche perchè – ha spiegato – le unità nuove necessitano di equipaggi ridotti e tutto diventa più facile da gestire”.

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