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Tutti i movimenti stranieri nei cieli italiani

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
07/09/2017
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Sarà concluso a breve l’accordo tra Meridiana e Qatar Airways. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, di ritorno dalla sua visita in Qatar, dove ha incontrato l’amministratore delegato di Qatar Airways, Al Baker. L’operazione prevede il rilevamento del 49% della holding che controlla Meridiana fly e un nuovo piano industriale, dopo l’ottenimento mesi fa del via libera da parte dell’Antitrust europeo. In particolare, il closing prevede un aumento di capitale, completato il quale la compagnia del Golfo deterrà il 49% della holding Aqa (nuova capogruppo), mentre ad Alisarda andrà il restante 51%. “Durante i colloqui, nei quali ho verificato il grande interesse di Al Baker allo sviluppo dei collegamenti da e per l’Italia attraverso la partnership con Meridiana, abbiamo chiarito insieme vari punti di incertezza che erano rimasti sospesi e quindi siamo ripartiti con l’assicurazione di una imminente firma definitiva” ha detto Delrio.

“Si tratta – ha aggiunto il ministro – di una buona notizia per i lavoratori e per l’economia della Sardegna e dell’Italia. L’aumento dei voli e degli investimenti rafforzerà le opportunità di sviluppo del settore aereo, che sta continuando a macinare dati positivi con un numero di passeggeri che sfiora i 100 milioni nei primi sette mesi dell’anno (+6,8%) ed un incremento del traffico merci aereo dell’11,4% sul 2016.  Il settore turistico, specialmente al Sud, ha grandi opportunità di crescita e le connessioni aeree sono la condizione necessaria perché ciò avvenga. I dati record di luglio di Cagliari, Palermo e Catania, la crescita costante da anni di Napoli e del sistema aereoportuale pugliese fanno ben sperare in una estate importante per il mezzogiorno. C’è ancora molto lavoro da fare per connettere l’Italia sempre più al mondo. Dal superamento delle barriere fisiche e culturali e dallo scambio di conoscenze il nostro Paese ha molto da guadagnare. Continuando a lavorare abbiamo fiducia per risultati positivi”.

Secondo quanto trapelato finora, Meridiana rinnoverà interamente la flotta con 25 nuovi aerei, che potrebbero arrivare a 50 nei prossimi cinque anni. “Meridiana opererà in Europa e non solo” aveva detto Al Baker. Intanto, andando al dossier Alitalia, l’ultima novità riguarda i colloqui che alcuni “comandanti coraggiosi” dell’ex compagnia di bandiera avrebbero tenuto con i commissari straordinari di Alitalia (Gubitosi, Laghi e Paleari) per partecipare, in cospicuo numero, ad una cordata per rilevare la compagnia. A conferma di questa intenzione anche l’altro numero di adesioni alla petizione lanciata su Change.org tra i dipendenti del vettore e la recente intervista del ministro Delrio al Corriere della Sera, dove si è detto “disponibile a incentivare l’iniziativa”.  L’ipotesi in discussione prevede una quota tra il 10 e il 20% del capitale e il resto andrebbe a partner finanziari (il fondo Elliott ha avuto accesso alla data room) e ad un partner industriale, ovvero una compagnai extra Ue, tra gli interessati c’è anche Hainan Airlines, per non incappare nelle restrizioni europee sul controllo.

Tra i vettori che presenteranno un’offerta vincolante per Alitalia entro ottobre sono confermati Lufthansa, easyJet e Ryanair. In particolare Ryanair ha confermato a mezzo del suo amministratore delegato, Michael O’Leary, quanto dichiarato in precedenza, ovvero che l’offerta Ryanair che riguarda esclusivamente gli asset di lungo raggio è la migliore in quanto “Lufthansa o Air France non vogliono far crescere Alitalia, la vogliono usare solo per portare traffico a Francoforte o a Parigi”. Per la low cost l’intenzione è quella di concentrare l’attività di Alitalia sul lungo raggio, pur in presenza di pochi, soli sette, aerei di proprietà e di molti e onerosi contratti di leasing da eventualmente rinegoziare.  “Ci può essere un futuro molto positivo per le rotte a lungo raggio di Alitalia”. Ha detto O’Leary. “Se Alitalia entrasse nel perimetro di Ryanair continuerebbe ad essere una compagnia diversa dalla nostra, anzi sarebbe concorrente sul territorio italiano”. “Non vogliamo – precisa il numero uno di Ryanair – trasformare Alitalia in una compagnia low cost sussidiaria di Ryanair. Ryanair resterà tale e così anche Alitalia, ben separate”. “Con il giusto management e le giuste rotte, Ryanair e Alitalia possono continuare a crescere”. “Il problema di Alitalia  – ha ribadito O’Leary – è che il management si è focalizzato troppo nel corso degli anni sulla tratta Roma-Milano, ma ci sono tante altre rotte attorno alle quali Alitalia può crescere senza entrare in conflitto con Ryanair”.

Ma per il trasporto aereo queste non sono le uniche notizie. A inizio settembre infatti gli azionisti del gruppo Air France KLM, che in questi giorni hanno escluso ogni interesse sul loro partner commerciale storico Alitalia, hanno avviato l’operazione finanziaria che consente a Delta e a China Eastern di acquisire il 10% ciascuna del gruppo.  L’operazione, prevista per il 2018, vedrà un aumento di capitale per 751 milioni e permetterà l’acquisto di una quota del 31% da parte di Air France KLM di Virgin Atlantic, la joint venture transatlantica di cui fa parte anche Alitalia, controllata al 49% da Delta e la riduzione dell’indebitamento, che arriva a quasi 3 miliardi di euro. “Si tratta – ha spiegato il ceo del gruppo, Jean-Marc Janaillac – di un’operazione strategica, con impegni di lungo termine e forti. Con questi nuovi accordi Air France KLM potrà diventare un pilastro europeo in un insieme di partnership commerciali e capitalistiche mai visto in Europa, America del Nord e Cina”.

 

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