Trovaci su: Twitter

Il dito e la luna

Di Ezio Bussoletti
In Columnist
19/05/2017
0 Commenti

Lilium jet, l’elettrico che decolla come un elicottero

Eagle, un prototipo di jet senza coda tutto elettrico, ha superato con successo nei primi giorni di aprile i test per il decollo e l’atterraggio verticali a Monaco di Baviera. Il termine tecnico che definisce questo “oggetto volante” è Vtol (Vertical take off and landing). Si tratta di un aereo ibrido che presenta tutti i vantaggi di un elicottero nelle fasi di decollo e atterraggio, una volta in quota si muove come un normale jet a una velocità massima di 300 km/ora, con un’autonomia di 300 km, in linea con le performance standard di un’auto elettrica ma cinque volte più veloce e un consumo del 90% minore di quello di un drone delle stesse dimensioni. È un jet al 100% che funziona soltanto con energia elettrica, quindi a emissioni zero. Da un punto di vista aerodinamico la cabina, oggi a due posti, ricorda molto una city car con le ali e, per certi versi lo è, anche se vola. La spinta è prodotta da 36 motori elettrici, posizionati sulle ali e controllati da 12 flaps. A seconda se il velivolo deve decollare o atterrare, o se deve semplicemente muoversi orizzontalmente, i flaps e i motori ruotano verticalmente o orizzontalmente permettendo le singole manovre.

Per garantire una sicurezza ottimale, Lilium Jet è realizzato con il criterio della “ultra ridondanza”: ogni motore è isolato e indipendente dagli altri evitando così potenziali pericolose interferenze negative. Le batterie, direttamente progettate dalla casa, hanno un blocco di riserva di carica che garantisce sempre la potenza necessaria a un atterraggio verticale; non a caso sul tema sta lavorando una ricercatrice che precedentemente, per cinque anni, ha avuto lo stesso ruolo presso Tesla. Lilium Aviation nasce nel 2015 dalla collaborazione tra una start up della Technische Universitat di Monaco di Baviera e alcuni docenti. Il suo fondatore, Daniel Wiegrad, ha grandi progetti per il futuro prossimo: l’idea è utilizzare il jet come taxi volante che non ha bisogno di una pista di atterraggio e decollo. Sulla scorta del successo dei test sta già pianificando la realizzazione di un modello a cinque posti, con un’apertura alare di 10 metri, ideale per uno sfruttamento commerciale. Interessante anche la valutazione degli sbocchi operativi: Lilium Jet, per esempio, potrà trasportare clienti da Manhattan all’aeroporto Kennedy in 5 minuti sorvolando la città, questo contro almeno 55 minuti necessari a un taxi per compiere lo stesso tragitto, traffico permettendo. A oggi i realizzatori non fanno ancora trapelare le caratteristiche tecniche dettagliate nell’attesa di un’analisi completa dei dati raccolti. Sarà interessante, speriamo, vederli sfrecciare nei cieli delle nostre città anche se sudo freddo al solo pensiero dei cavilli contrari che i nostri illuminati burocrati si applicheranno a inventare per ostacolare un’idea intelligente che potremmo sfruttare nel futuro.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *