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Barone rosso

Di Eric Idle
In Columnist
19/05/2017
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Cyber-crazia

Lo sguardo dalle periferie del mondo non è necessariamente “più autentico”, ma è sicuramente disassato rispetto alla visione allineata e coperta delle grandi e piccole capitali del giro globalizzato. È più facile vedere come quelle che vengono presentate quali grandi alternative (Clinton o Trump, Le Pen o Macron) siano i Giani bifronti di democrazie sinora sempre più svuotate. Da un lato, i fautori di politiche pseudoliberali che massacrano i diritti e gli agi acquisiti in tre secoli di lotte, prima borghesi e poi del quarto Stato, a favore dei privilegi di oligarchie irresponsabili, spropositatamente ricche e opache; dall’altro, i rappresentanti di un ceto medio privo di coscienza di classe, spaventato e impaurito dalla prossima condizione di lumpen middle class (i prossimi straccioni col Suv in vendita). Nel frattempo, grazie all’asservimento immorale della tecnologie alle manipolazioni del potere, sta avanzando una nuova forma di potere autoritario e profondamente antidemocratico: la cyber-crazia. Le vecchie tecnocrazie, nonostante i loro sostrati tecnici e ideologici, si occupano prevalentemente del mondo reale. Esse hanno aperto la porta alla cyber-crazia, specialmente nel campo della manipolazione finanziaria, grazie a una concezione totalmente amorale dell’impiego della tecnica e della tecnologia, viste come autonome in termini di definizione “oggettiva” di scopi e fini.

La cyber-crazia ha compiuto un ulteriore passo nell’analisi spinta dei corpi elettorali attraverso l’impiego sistematico di dati pubblici su una data popolazione in modo da prevederne con grande accuratezza il comportamento elettorale. È stata la tecnica che ha permesso a Obama (sì, il democratico buono) di trionfare due volte nelle presidenziali. Il salto di qualità è stato compiuto fondendo le due branche distinte dell’analisi elettorale e della propaganda elettronica. In una parola, il reale creato dalle psy-ops e dalle infoops ad alta definizione contro il corpo elettorale, grazie a una raccolta e allo sfruttamento legali e/o non normati di big data, diventa dato elettorale razionale che spiega e legittima la vittoria di un candidato o di una posizione. Grillo con la democrazia diretta in rete ancora balbetta, ma i detentori di grandi dati, tecniche di guerra psicologica e tracciamento di precisione delle popolazioni hanno già iniziato una campagna di manipolazione e assoggettamento che non riguarda solo i Paesi del Terzo mondo. Brexit è stata l’inizio e pochissimi se ne sono accorti.

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