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Cina, Australia e Francia. Tutti i piani di Fincantieri

Di Michele Arnese e Valeria Covato
In In Evidenza
16/01/2017
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Un’acquisizione strategica in Francia, le prime mosse verso i mercati ad alto potenziale come Australia e Cina. Ecco i prossimi obiettivi di Fincantieri, il gruppo italiano della cantieristica guidato dall’amministratore delegato, Giuseppe Bono. Obiettivo? La crescita del gruppo attivo nel settore crocieristico e in quello militare che punta a costituire un grande costruttore europeo di navi (una sorta di “Airbus dei mari”), per competere con maggiore massa critica nelle gare internazionali.

Fincantieri sta perfezionando l’acquisto dai coreani di Stx Offshore and Shipbuilding del 66,6% di Stx France, che controlla i cantieri navali di Saint Nazaire di cui lo Stato francese detiene il 33,4% del capitale. Il presidente francese François Hollande ha sottolineato che “lo Stato rimarrà un’azionista minoritario con una minoranza di blocco, nell’ambito di una quadro azionario multiplo”. Nelle trattative è previsto l’ingresso di Dcns, altro costruttore navale militare che la Francia controlla con il 62%, e secondo alcune indiscrezioni anche degli armatori Msc e Royal Caribbean.

Il gruppo triestino oggi conta circa 19 mila dipendenti, di cui 7800 in Italia. I venti cantieri in giro per il mondo sono dislocati, oltre all’Italia, in Norvegia e Romania, negli Usa, grazie al legame con la marina statunitense, in Vietnam e in Brasile. Ma secondo le ultime previsioni formulate dalla Clia, la più grande associazione di settore, tra i nuovi mercati emergenti nel comparto delle crociere ci sono Cina e Australia: “Si stima una crescita impetuosa per la prima (lì il numero di passeggeri è destinato a passare dal milione del 2015 a quota 10 milioni nel 2030) e un rialzo significativo anche per la seconda, con l’asticella a 2 milioni nel 2020”, ha scritto il Sole 24 Ore.

Nel mercato asiatico Fincantieri è entrata a luglio scorso firmando un accordo con China State Shipbuilding Corporation (Cssc), il maggiore conglomerato cantieristico del Paese, per la costituzione di una joint venture per lo sviluppo e la crescita dell’industria crocieristica cinese. A settembre la società e Cssc hanno firmato con Carnival Corporation e Cic Capital Corporation un accordo non vincolante per la costruzione delle prime due nuove navi da crociera (con ulteriori due in opzione) che per Imi valgono 750 milioni di dollari ciascuna, e che saranno realizzate in Cina per il mercato cinese. La prima consegna è prevista nel 2022.

In Australia Fincantieri ha creato una società ad hoc, Fincantieri Australia, con sede a Canberra con L’obiettivo di seguire da vicino il processo di selezione condotto dal Dipartimento della Difesa, che prevede la costruzione di nove fregate di futura generazione – da realizzare ad Adelaide – per la Royal Australian Navy (Ran) nel quadro del programma SEA 5000.

Il gruppo di Bono nella primavera scorsa è stato preselezionato insieme ad altri due costruttori dal Capability Acquisition and Sustainment Group (Casg), l’ente del Dipartimento della Difesa. Il processo di valutazione e selezione, avviato a settembre, durerà circa un anno e porterà all’aggiudicazione della commessa. Con Fincantieri in gara sono rimasti gli spagnoli di Navantia e gli inglesi di BAE Systems.

“Siamo fortemente impegnati per questo programma, uno dei più importanti al mondo nel settore delle navi militari di superficie”, ha dichiarato recentemente Bono. Fincantieri parteciperà alla gara sfruttando le competenze sviluppate con il programma per le fregate Fremm, le Fregate Europee Multi Missione sviluppate in collaborazione tra Italia e Francia, attualmente in servizio per la Marina Militare Italiana.

www.formiche.net

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